Uniti per liberare l’Europa dal terrore

“Rinviata Manchester United-Bournemouth per la presenza di un oggetto “incredibilmente simile ad un ordigno”, stadio evacuato”. Questo quanto scritto in molte prime pagine, domenica 15 maggio, a circa sei mesi di distanza dagli attentati di Parigi. Si tratta della testimonianza di come il terrore si sia impossessato di noi: non esistono più “luoghi sicuri” ed ogni forma di protezione sembra non essere abbastanza forte da garantire la dovuta sicurezza. Il tutto sta condizionando il nostro modo di vivere, le nostre abitudini, le nostre passioni. Il tutto è tremendamente ingiusto.

E’ il 13 novembre 2015 quando la capitale francese viene colpita da attacchi terroristici provenienti da località ed organizzazioni che, anche se non nominate, sono impresse nella mente di tutti.

Da quel giorno, della paura di rivivere la notte che sconvolse tutto il Mondo e che pose fine alla vita di 130 persone non ci siamo più liberati. Siamo in stato di “allarme perenne” che ci sta corrodendo, che non ci permette di vivere con tranquillità. Tuttavia, l’ingiustizia che ci affligge è tanto grande quanto deve esserlo il coraggio, virtù necessaria per evitare che la paura ci assalga definitivamente.

Non dobbiamo rinunciare a viaggiare, ad andare a tifare per la propria squadra del cuore o a partecipare al concerto del gruppo preferito. La libertà è un bene unico, da tenere stretto qualsiasi cosa accada, così che qualunque minaccia si presenti non riesca a limitarla.

“Già, belle parole, ma come le convertiamo in azioni concrete?” alcuni potrebbero domandarsi…

Difficile dare una risposta convincente! Certo è che un elemento da sempre imprescindibile per il benessere di un popolo (quindi per la sua libertà), e che storicamente risulta ostico da raggiungere, è l’unione. Ciò che “fa la forza”, come dice il famoso proverbio. Quella forza necessaria per trovare il coraggio di combattere una profonda ingiustiza, limitazione del bene più prezioso di tutti.

“Perché ci sia vera unità, questa deve sopportare la tensione più pesante senza spezzarsi.” così Gandhi “definiva” la Vera unione tra popoli.

In questo caso la tensione da sopportare è elevata, ma essendo l’unità (probabilmente) una delle poche speranze rimaste non resta che provare a resistere, anche perchè, come disse Giuseppe Garibaldi: “La causa della libertà è una sola, qualunque sia il nemico che la combatta, qualunque il popolo che la difende, qualunque sia il colore della bandiera sotto cui si schierano gli eserciti. Quando tutti i popoli abbiano intesa questa verità, che la storia e l’esperienza dovrebbe ormai aver loro insegnata, quando pratichiamo davvero questa santa legge di fratellanza e di comune difesa, il regno del dispotismo sarà finito per sempre sulla terra.”

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