Per un ragazzo la moda è tutto

Per un ragazzo la moda è tutto? tristemente la risposta è si. Nel mondo hai due possibilità: o dettare tu le regole o sottostare a quelle imposte dagli altri. Coloro che non hanno le capacità di scegliere il proprio modo d’essere sono perciò costretti ad uniformarsi al gregge.

La moda non indica soltanto l’abbigliamento ma vere e proprie leggi di comportamento dettate dalla società. Essa fa pressioni sulle debolezze dei ragazzi e li costringe ad adeguarsi per non essere emarginati, d’altronde sempre più spesso si tende ad identificare una persona dal suo modo d’essere e di vestirsi. Proprio per questo Leopardi lega la morte e la moda come se fossero sorelle: la prima uccide la seconda fa sì che la vita sia più morta che viva. Ed è proprio su questo pensiero che ci si dovrebbe soffermare: una vita all’insegna dell’appiattimento della propria personalità, del sottostare a delle regole imposte da una società corrotta e senza ideali, non è vita, si vive solo se si è se stessi, solo se si analizzano le cose con una capacità critica personale. La moda perciò spinge le persone a vivere in maniera triste, idolatrando il bene materiale come se fosse un nuovo Dio venuto sulla terra a salvarci dall’orrore di un paio di tacchi dell’anno scorso a da un qualsiasi telefono che non sia l’Iphone. Ma allora, perchè la gente non si rende conto di queste limitazioni? perché un ragazzo decide di essere qualcun altro?

Non ci sono motivi per uniformarsi, non ha senso vivere in maniera triste, quale persona sana di mente sceglierebbe di farsi così del male, di ripudiare se stessa. Dunque un ragazzo, quando decide di comprare un paio di scarpe, è guidato da un’esigenza implicita, quasi se fosse una cosa già incisa nei suoi geni o addirittura un bisogno primario dell’organismo gestito dal cervelletto (che gestisce tutte le azioni involontarie del corpo umano come il respiro). Come accennato già prima, la moda non influisce solo da un punto di vista di beni materiali ma cambia anche il comportamento e le passioni dei giovani, qualcuno si è mai chiesto perchè ci sono così tanto rapper e dj e nessun poeta? il discorso dell’appiattimento della personalità fila.

Tuttavia la vita legata alla moda è tutt’altro che statica: essa in realtà è influenzata dalle nuove tendenze che possono presentarsi con intervalli di tempo irregolari (il nuovo smartphone, il paio di scarpe che cambia di stagione in stagione), quindi, si vive una realtà dinamica al fine di partecipare ad un’esistenza monotona. Ci si muove per essere statici.

Ma quali sono le cause di questa perdita di identità e quali sono le conseguenze. Tra i responsabili si identifica il Capitalismo e la Natura. Il primo, nasce nella Belle Epoque e,tramite messaggi pubblicitari invasivi ma impercettibili, travia le menti dei popoli alienandoli allo scopo di seguire certi miti e di incrementare i consumi. La seconda invece colpisce coloro che resistono alla pubblicità, essi infatti, cercano di uniformarsi alla massa per non rimanere soli, per non essere esclusi dal gruppo (la natura costringe l’uomo a non rimanere solo). Seguendo qualche sorta di Darwinismo sociale, l’umanità si sta scavando la buca da sola, i ragazzi sono visti dalla società come contenitori vuoti da riempire con ideali capitalistici e con pensieri uniformati. La morte della cultura e della libertà si sta avvicinando e non si può far nulla per prevenirla.

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