Un nuovo modo di viaggiare

Cari amici, vorrei condividere con voi un’esperienza che ho provato per ben due volte: L’ERASMUS. Quando per la prima volta ho sentito parlare di Erasmus avevo all’incirca 16 anni e ho pensato: ”Interessante! Ma a me non riguarda perché l’Erasmus lo fanno solo all’università”. RISPOSTA SBAGLIATA!

 

Un po’ di tempo dopo, “cazzeggiando” su internet, ho scoperto che una parte dell’Erasmus era anche per me. Ho approfondito così la mia ricerca e nel sito internet dell’Erasmus ho trovato: “Scambi internazionali di giovani: Sei un giovane tra 13 e 30 anni hai l’opportunità di realizzare scambi giovanili con giovani provenienti da altri Paesi. Uno scambio di giovani consiste nell’incontro tra due o più gruppi di ragazzi di Paesi diversi per affrontare insieme un tema comune. All’interno di un periodo minimo di 5 giorni e massimo di 21, i partecipanti hanno la possibilità di scambiare idee, confrontarsi, acquisire conoscenze e coscienza di realtà socio-culturali diverse tra loro. Lo scambio avviene solitamente nel Paese del promotore che presenta il progetto.” (fonte: http://www.erasmusplus.it/giovani/scambi-di-giovani/). Dopo di che ho iniziato la mia ricerca sfrenata per uno scambio che mi piacesse. Non è stato difficile; infatti, scrivendo su un qualsiasi motore di ricerca “scambi giovanili”, oppure “scambi europei” vi compariranno TANTISSIMI siti che si riferiscono a questa esperienza. Lo scambio a cui io ero interessato era di 10 in giorni in totale, 5 giorni a Marsiglia e 5 giorni a Lione; ci sarebbero stati 6 ragazzi italiani, 6 ragazzi tedeschi e 6 ragazzi francesi. Ho inviato la mia candidatura, ma ero molto scettico, pensavo che ci fossero troppe candidature da tutta Italia. Solo successivamente ho scoperto che le candidature erano precisamente 6, quanti erano i posti disponibili. Comunque, dopo una settimana ricevetti un’email: “ Grazie Bernardo della tua candidatura, siamo contenti di averti tra i nostri partecipanti!!”. Già qui urli di gioia, ma ho continuato a leggere l’email in cui mi dissero:”abbiamo fatto una media dei costi che ammontano a 186 euro a persona”. IO PENSAI: È UNO SCHERZO!! 186 euro per andare in Francia?? 10 giorni?? con volo,vitto e alloggio incluso?? Immediatamente chiamai l’associazione con cui dovevo partire e mi disse che l’ Erasmus copre vitto e alloggio mentre per i viaggi dei partecipanti la Commissione Europea ha deciso uno stanziamento calcolato sulla base della distanza in linea d’aria tra il luogo di sede dell’organizzazione di invio e il luogo dello scambio. Con questo meccanismo quindi la Commissione Europea copre solamente una parte del viaggio e il restante costo è a carico del partecipante. Mi hanno spiegato anche che di quei 186 euro 86 erano la parte del viaggio che la commissione europea non copriva, mentre i restanti 100 euro una quota di partecipazione per i costi non coperti dal programma. Ovviamente i costi variano in base al luogo di partenza e il luogo dello scambio. Per esempio nel mio secondo scambio ho speso 0,00 euro in quanto il luogo di svolgimento era a Oriolo Romano (RM), quindi spese di viaggio 0 euro e in questo scambio non c’erano costi non coperti dal programma.

Ora vi chiederete: CHE COSA SI FA IN QUESTI SCAMBI? Ogni scambio ha un tema (creatività e lo sviluppo, pratiche espressive urbane e lo spazio pubblico, conversazione e promozione dell’ eredità culturale, sport….) e le attività che voi farete saranno inerenti al tema.

Il tema del secondo scambio al quale ho partecipato era il bosco, quindi abbiamo fatto giochi e danze e anche camminate all’aria aperta. Non solo, in questo scambio eravamo 25 ragazzi (5 italiani, 5 francesi, 5 portoghesi, 5 spagnoli e 5 lettoni) e ogni stato EU doveva portare una presentazione sulla propria configurazione forestale e sulla vegetazione dei boschi. (PER PRESENTARE IL SUO PROGETTO IL GRUPPO ITALIANO HA CANTATO “CI VUOLE UN FIORE” DI SERGIO ENDRIGO RICEVENDO MOLTI APPLAUSI E RISCHIANDO ANCHE LA CANDIDATURA COME MIGLIOR PERFOMANCE LIVE AGLI MTV MUSIC AWARDS 2015!!) Ovviamente in uno scambio si visita anche le città, quando sono stato in Francia ho visitato sia Marsiglia che Lione. Un altro aspetto sicuramente importante è il fatto che durante una scambio si parla per la maggior parte inglese. Io sono passato dal 5 in inglese del terzo anno di superiori al 7 nel quarto. L’aspetto più entusiasmante è che durante lo scambio si conoscono nuove persone, si allargano i nostri orizzonti culturali, ci si cala in contesti diversi in cui ciascuno è protagonista e in cui la diversità è considerata un elemento di ricchezza. PROVARE PER CREDERE!!!

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