Twin Peaks 3: Is It future or is It past?

Siamo al cospetto di una delle serie TV più influenti (e al tempo stesso contorte) della storia televisiva statunitense. Partorito dal genio (del male) David Lynch più di 25 anni fa, Twin Peaks ha trovato il suo sbocco narrativo solo ai giorni nostri, ma non è stata fatta del tutto chiarezza e gli interrogativi disseminati dal pilot non hanno trovato risposte pienamente soddisfacenti…

*Pericolo SPOILER!*

Se vi siete chiesti per 25 anni cosa nascondessero i pensieri di Lynch, “Twin Peaks: The Return” non può avervi schiarito completamente le idee. 16 episodi incredibilmente e maledettamente complessi, quasi 16 ore in cui le menti degli spettatori hanno fatto capriole, si sono contorte ed hanno tremendamente sofferto, con il risultato di trovare misere spiegazioni. Misere, fino al gran finale: le due ore attese da 25 anni, non 5, non 10. 25 anni.

Il regista americano ha portato a compimento la sua opera (non ci sarà una quarta stagione?) con una season finale emozionante per chi non si è lasciato intimorire dalle sue trame ed ha seguito la storia di Dale Cooper, Laura Palmer e compagnia bella tutta d’un fiato.

“Era solo un sogno!”.

Esclamazione lecita, questa. Sì, perchè è questa la rivelazione (esplicitamente fatta dai protagonisti, tra l’altro) eclatante della serie finale. Twin Peaks non è mai esistita realmente. 

Un mondo parallelo a Snoqualmie (la vera cittadina a Washington DC) nonchè la capitale del paranormale creata da Judy (l’oscura fonte creatrice del sogno). Dimensione dove c’è una netta divisione tra “buono” e “cattivo” (vedi Bad Cooper) e dov’è stata inviata Laura, “ponte” tra l’immaginario e la realtà. Un qualcosa di molto più profondo di quanto potessimo immaginare da “Fire Walk With Me” datato un quarto di secolo fa.

Si potrebbe andare avanti per giorni parlando della morte di Bad Cooper per mano di Lucy (!), del ritorno di Diane, del tuffo nel passato di Cooper per salvare la Palmer o dell’ingresso nella nostra realtà di Diane e Dale (una specie di fusione tra i due Cooper del “sogno”), con l’obiettivo di riportare dalla famiglia l’ormai salva Laura (obiettivo fallito, i personaggi di Twin Peaks non esistono più!).

Verrebbero a galla tante conclusioni e chiavi di lettura, ma anche tanti dubbi.

Siamo nel futuro o nel passato? E soprattutto, cosa avrà detto Laura a Cooper?

Dubbi che è bello non sciogliere, perchè forse questo è stato il bello di Twin Peaks: il mistero, la complessità, l’incomprensione e la certezza di non sapere mai cosa è passato nel labirinto mentale del regista-attore statunitense.

Per questo non resta che attendere (eventualmente) la prossima emozionante avventura di uno dei più grandi enigmi della storia della TV.

 

 

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