A tu per tu con Tommaso Zazzi

Prosegue la rubrica #Koinerview con l’intervista al cantautore altotiberino Tommaso Zazzi.

1)Cosa significa la musica per te?

La musica per me significa vita. Come diceva De Andrè, “Scrivo per paura. Perché qualcuno si ricordi di me, o anche solo per essere protetto da una storia.”
La musica è vita, quindi la musica è tutto. Ovunque ci sia musica c’è movimento, e viceversa. La musica è quella inspiegabile tensione che fa sì che le cose accadano.
2) Cosa ti ha spinto a diventare un cantautore?

Il mio sogno è nato qualche anno fa, quando ho cominciato pian piano a riscoprire i grandi cantautori: De Andrè, Guccini, Dalla, Fossati… L’idea di aggiungere qualcosa di mio alla vita e al mondo mi ha sempre entusiasmato. E così, ascoltando e scrivendo pensieri, parole e melodie è iniziato il sogno che sto vivendo.
3)Quale tra i tuoi testi ti piacciono di più? Perché?

In linea di massima mi piacciono molti dei miei testi, uno su tutti Le mie illusioni, che è sicuramente la più autobiografica delle mie canzoni. Vorrei ricordasse a tante persone che non è mai troppo tardi, che c’è sempre tempo e modo di vivere i propri sogni, del resto anche un palloncino vola con il rischio di scoppiare. Spero di poter regalare ancora molto attraverso questa e altre canzoni, ma per ora non svelo nulla. Chi vivrà vedrà…
4)Credi molto nella musica italiana?

Ovviamente sì, credo che la nostra musica possa aprirsi nuovi importanti orizzonti. Ci sono tante figure incredibili nel panorama musicale italiano, sia nuove (penso a Pier Cortese, Levante, Brunori Sas, lo stesso Ed Menichella) che ormai consolidate. Faremo grandi cose.
5)Cosa pensi possa offrire la Valtiberina dal punto di vista musicale?

La Valtiberina è una zona molto ricca di talenti musicali, la parte difficile per molti è uscirne. Potenzialmente siamo una Silicon Valley della musica. Merito delle scuole di musica? Forse. Ma più probabilmente del particolare contesto paesaggistico e sociale in cui siamo inseriti dalla nascita.
6)Credi che si punti abbastanza sul talento dei giovani nel nostro territorio o pensi che si dovrebbe avere ancora più fiducia in loro?

Credo principalmente che si possa sempre fare qualcosa in più per i giovani artisti e musicisti nella nostra vallata, già Musicalocale.it ha fatto un gran lavoro, con la forza di volontà si possono portare alla luce realtà e personalità interessanti. Koinervetti ne è un esempio.
7)Quali sono le tue ambizioni?

Dico sempre che prima di diventare famoso mi piacerebbe diventare importante. Importante per le persone a cui tengo e che sono legate a me per qualsiasi motivo. Il mio sogno più grande sarebbe quello di entrare nella quotidianità della gente e farla sorridere, cantare, ballare e risvegliare ricordi con le mie canzoni.
8)A chi ti ispiri scrivendo la tua musica?

Quando scrivo la mia ispirazione dipende dal momento, non ho un appuntamento fisso per scrivere, anche se non nascondo che a volte mi piacerebbe. Mi ispiro ai “grandi” cercando di imparare dagli artisti “di nicchia”, dai primi l’universalità, dai secondi semplicità e verità. Ci sono delle persone che sono e sono state fonte d’ispirazione, ma anche quando nelle mie canzoni parlo di altri canto prima di tutto me stesso e il mio mondo. Le mie canzoni sono lo specchio di quello che sono.

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