Troppo bello per essere vero

“Per due giorni abbiamo pensato fosse uno scherzo, era troppo bello per essere vero”: così, Gianpietro Cagnoli, protagonista dell’incontro relativo ad una sansazionale scoperta (datata 14 settembre 2016) ed organizzato a Palazzo Vitelli (Città di Castello), ha commentato la reazione avuta dopo aver sentito dei suoni (segnali propagati in tutto l’Universo) che le ricerche nelle quali lo stesso umbro ha partecipato, hanno attribuito alle onde gravitazionali. E’ questo lo straordinario risultato ottenuto da più di mille ricercatori: si ha la prova dell’esistenza delle onde gravitazionali!

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Il ricercatore umbro (ora residente a Lione dove dirige l’Advanced Material Laboratory) ha spiegato ai suoi ex-concittadini quanto possa essere significativa una scoperta di questo calibro. Lo ha fatto con chiarezza e semplicità, cercando di far comprendere anche ai meno ferrati in materia le modalità e gli strumenti con i quali è stato possibile provare la presenza delle onde gravitazionali, oltre a sottolineare le conseguenze che ne derivano (come la dimostrazione dell’esistenza dei buchi neri).

“Si tratta dell’evento più potente mai osservato, il quale ha prodotto più energia di tutte le altre stelle dell’universo”, ha affermato Cagnoli entusiasta. Un qualcosa di storico, tanto da “candidare” meritatamente gli esperti della rivelazione al premio Nobel.

Vi state chiedendo che cosa sono realmente le onde gravitazionali? Vi rispondiamo subito (attraverso l’esperto). Le onde gravitazionali sono deformazioni dello spazio-tempo che cambiano le distanze tra gli oggetti, e gli effetti che producono sugli stessi sono effetti meccanici (gli oggetti vengono deformati al loro passaggio, dipendentemente dalla loro ampiezza).

Spiegazione “The New York Times”

Per questo, si percepisce inevitabilmente la grandezza di questo fenomeno, che si presume diventi uno dei risultati più eccellenti che la mente umana abbia mai prodotto. Concetto che si rafforza ancora di più ricordando come Galileo Galilei (probabilmente lo scienziato più grande di tutti i tempi) confutò la propria tesi sulle delle onde gravitazionali non essendo stato in grado (con i telescopi dell’epoca) di provarne l’esistenza.

Tuttavia, il futuro che questo ramo dell’astronomia ha di fronte è un rebus, e nonostante si sia arrivati ad un livello altissimo, i primi a non sapere ciò che ci attende sono proprio gli scienziati.

Molto probabilmente Gianpietro Cagnoli ha realizzato il proprio sogno, ma questo è stato possibile solo dopo un trasferimento all’estero. Infatti, come lui stesso ha affermato “La situazione in Italia è piuttosto dura per mancanza di risorse. Negli ultimi 10 anni sia Università che Istituti di ricerca hanno messo in atto quello che si chiama “dimagrimento della ricerca” applicando la regola del “4 in 1″ (4 persone andavano in pensione e solo un ricercatore veniva assunto). Questo ha comportato un disastro perchè i gruppi di ricerca si sono impoveriti di giovani e ciò ha ridotto tantissimo le potenzialità dei gruppi italiani. Tuttavia adesso la regola è stata interrotta e con un nuovo rivelatore l’Italia potrà tornare al livello americano, in questo ambito, anche se ci vorranno altri 10 anni per riportare il nostro paese al livello precedente. Comunque si denota anche una condivisione di risorse tra USA e Italia (alcuni americani si sono trasferiti a Pisa, laboratorio italo-francese).” Il ricercatore ha poi concluso con due battute sulla fisica, sottolineando come questa non sia “contenta se non si riesce a spiegare tutto secondo poche leggi considerate quelle di base” ed ha anticipato qualcosa sul futuro: “Nell’articolo c’è un altro possibile segnale gravitazionale che è stato preso e a maggio dovranno essere riprodotti altri segnali derivanti da 4 mesi di presa dati”. Forse le sorprese non terminano qui…

 

 

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