#SepangClash: l’atteso imprevedibile, il finale infuocato

Nessuno, probabilmente, ha mai assistito ad un Valentino Rossi così alterato, e nessuno mai avrebbe pensato di vederlo. Probabilmente nemmeno lui.

Sono passate due settimane dall’evento motoristico più discusso degli ultimi tempi, e quella che sembrava una mossa vigliacca di Rossi si è trasformata giorno dopo giorno diventando un’azione a sfavore della reputazione di Marc Marquez, fresco bi-campione mondiale in MotoGP in carica. Questo, però, non è stato il suo anno, anche se evidentemente non l’ha accettato:

 

Nel mentre sono spuntate opinioni da un lato e dall’altro. Ad esempio, troviamo un oggettivo Fonsi Nieto (rispettabile motociclista con un passato in MotoGP) a sostenere il Dottore con una pregevole analisi da pilota:
Non poteva essere più chiaro di così.

In Yamaha, intanto, la situazione è degenerata: Jorge Lorenzo, rivale di Rossi nella corsa al titolo, si lamenta con le autorità competenti per un eccessivo buonismo nei confronti del pesarese ma non viene considerato, i suoi sponsor lo abbandonano e si avvicina la rescissione del contratto con il team. Dalla parte opposta Vale cerca di farsi giustizia da solo facendo ricorso al tribunale sportivo per tentare un alleggerimento della pena, anche in questo caso rifiutato; l’ambiente è così teso che saltano addirittura le conferenze stampa. Ci sono tutti i presupposti per una battaglia senza esclusione di colpi.

Ormai, però, non è più tempo di commenti, opinioni e discorsi da bar: i piloti a Valencia sono già scesi in pista, e domani combatteranno per la pole position mentre Valentino, costretto all’ultimo posto, avrà a disposizione semplicemente una prova libera in più per costruire una solida base alla rimonta desiderata dal popolo giallo, in quella che indiscutibilmente sarà la gara più importante della sua carriera.

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