Senza Maschere: Sergio Gaggiotti – “Piccolo Possibilario Del Necessibile”

Senza Maschere: Sergio Gaggiotti – “Piccolo Possibilario Del Necessibile”

6 Gennaio 2019 Di Haron Dini

Il 27 dicembre, si è tenuto un concerto alla caserma archeologica di Sansepolcro, una struttura che da alcuni anni è stata riqualificata per creare eventi in Valtiberina grazie ai ragazzi dell’associazione effetto K. Sono stato ad entrambe le serate programmate e il tutto si è presentato come un qualcosa di onirico e magico, ma è stato durante la serata di chiusura che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere una persona dal cuore d’oro: il suo nome è Sergio Gaggiotti, in arte Rossomalpelo, e ha presentato il format creato dai ragazzi dell’associazione “6 pezzi facili”. Questo format consiste nel far sì che una band o artista parli della sua storia attraverso sei cover di canzoni che sono delle pagine, dei capitoli della loro vita, rifatte però nel loro stile, cosa che porta anche ad una “comunicazione” con gli spettatori.

Sergio, nato a Roma nel 1966, ha raccontato la sua storia da ragazzino fino ad arrivare ai giorni nostri, in questo caso si può dire che non è stato attratto dalla musica ma bensì il contrario, nonostante abbia dichiarato che la musica non gli piaccia, ma è stata questa conversazione quasi telepatica a farmi capire che ha tanto da raccontare. Ha raccontato del bullismo delle medie, di un lutto e di tutte le sfaccettature negative che presentava Roma all’epoca, il tutto in maniera molto affascinante. Ha raccontato inoltre del successo che ha avuto in Europa con il suo album, dicendomi anche dell’apprezzamento dei suoi lavori in America e Brasile e facendomi notare che possiamo essere vincitori anche essendo semplicemente noi stessi, “senza maschere”. La gente era affascinata dal suo modo di raccontare le cose e suonare e Sergio ha chiuso il concerto concedendo qualche bis fuori programma, per esempio “E Natale”: un brano che parla dell’uccisione di un cittadino romano proprio il giorno di Natale e privato poi dei vestiti, una cosa alquanto crudele ma tanto normale che rappresenta come fosse la criminalità a Roma ai tempi. Giunge così alla fine del concerto omaggiando suo padre suonando con la chitarra un “sensibile” valzer francese… semplicemente fantastico.

Oggi sono qui per parlare del suo lavoro “Piccolo Possibilario Del Necessibile”, un disco che parla di amore, libertà, dignità, di lavoro libero dai vincoli della schiavitù, delle sue origini e di come non è sempre facile, vivendo si cambia, si sbaglia, si paga
(discorso tratto dal booklet).

“Ore 04:30 del mattino,
Anticipo la sveglia,
E senza guardare il tuo lato del letto
Ti cerco.”
Il disco si apre così con il brano “Mortobianco” che parla di un semplice operaio, il quale tutte le mattine si sveglia e ci sono soltanto sua moglie e suo figlio, le uniche cose belle e importanti che lo fanno felice veramente. Ma una mattina durante il lavoro purtroppo perde la vita… questa canzone è l’inno contro le morti bianche sul lavoro. Un brano struggente ma allo stesso tempo affascinante nelle parole e nelle note della chitarra dell’artista “Rossomalpelo”. “Medio Precario Libero” è una canzone che ricorda molto gli ultimi brani di Max Gazzè e Mannarino ma il tutto viene stravolto solo dal testo, che anche qui Sergio incentra sempre sul lavoro, difendendo coloro che vengono sfruttati, che farebbero di tutto per avere “la fortuna di una pausa”.

“38 Secondi” è il terzo brano, si presenta con un piccolo giro emotivo di chitarra dove la voce flebile di Sergio racconta di un uomo che cerca di riconquistare la sua donna, riconquistare un amore, tutto questo per colpa della sua dignità sporca. “Dieci Anni Dopo” con il suo bellissimo ritornello (di cui vi consiglio tanto l’ascolto) è una classica canzone d’amore e racconta di una persona che rincontra il suo ultimo amore, dove il tutto si era sciolto 10 anni prima con un abbraccio e rivederla adesso rende il tutto molto suggestivo. Il disco si chiude con “Mai Difficile, Amarti” finendo con la vittoria, con un abbraccio di lui e lei, con un leggero imbarazzo e con il desiderio che preme, queste sono le vite che racconta “Piccolo Possibilario Del Necessibile”.

Sergio Gaggiotti ha raccontato in un disco le vite degli altri, persone che non sa chi siano, il tutto reso molto cupo e misterioso nei testi, ma positivo nelle strutture musicali delle canzoni bipolari. Dopo svariati ascolti sono arrivato alla conclusione che questo album vada considerato come una lezione di vita: tratta dei momenti che sono normali e che possono accadere nella nostra vita. Quindi se questo è un disco triste o rabbioso sta all’ascoltatore percepirlo. Sta di fatto che se ho voluto dedicargli un articolo, per me è promosso a pieni voti. Suddiviso in ballad e tarantelle questo disco vi farà ballare. Concludo l’articolo rispondendo a Sergio, dedicandogli le stesse parole che lui ha dedicato a me… Solo noi sappiamo cosa vuol dire.

“A Te Sergio,
Che Sei,
Ora Sei,
Sei Me”

Il Vostro Amichevole Haron Dini di Quartiere.

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