I Rolling Stones e la “Satisfaction” di chi li ha visti a Lucca

Quando Alessandro mi ha chiesto se potevo scrivere le mie impressioni sul concerto dei Rolling Stones a Lucca, mi sono sentita lusingata ed ho accettato con gioia. Il fatto che lui abbia pensato subito a me come ad un “rollingstoniana” mi ha fatto sorridere, ma in effetti è quello che sono…

Amo gli Stones da sempre e quando ho saputo del concerto a Lucca (voci di corridoio mi sono arrivate il giorno prima dell’annuncio ufficiale) mi sono immediatamente messa in moto per avere il biglietto. Fortunatamente ci sono riuscita!

Chiedere a un fan degli Stones come sia stato il concerto è come  “chiedere all’oste se è buono il vino”: per me il concerto è stato fantastico!

Certo, ci sono state diverse sbavature, a partire dal pezzo iniziale. “Sympathy for the Devil” infatti è partito sottotono, Keith Richards non era al suo massimo, ha sbagliato qualche accordo, Ron Wood ha dovuto metterci qualche pezza… poi però Mick Jagger ha ritirato su la situazione. Mick è stato eccezionale: ha cantato, ballato, corso e suonato l’armonica con un’energia inimmaginabile per i suoi 74 anni. Bisogna veramente dire che “Time is on his side”! Si è dimostrato ancora una volta il fantastico frontman che è sempre stato. Ha salutato il pubblico in italiano ed ha cercato di andare aldilà delle solite frasi di circostanza (si capisce che è il mio preferito?)

Bellissimi i due pezzi blues tratti dall’ultimo album “Blue and Lonesome”. Un po’ meno bella la versione italiana di “As tears go by” diventata “Con le mie lacrime”, che non mi è mai piaciuta e che ha avuto un piccolo momento di cedimento verso il finale.

Anche i pezzi cantati da Keith non sono stati il massimo… A voler esser buoni! Queste incertezze però non hanno inficiato la bellezza e la maestosità del concerto che piano piano è esploso con i pezzi più famosi degli Stones: Let’s spend the night together, You can’t always get what you want, Paint it black, Honky tonk woman, Miss you, Start me up, Brown sugar, Satisfaction…

Eccezionali anche Charlie Watts seduto alla sua batteria, sempre imperturbabile come un Buddha, e, come ho già detto, Ronnie Wood , chitarrista coi fiocchi e una sorta di pronto soccorso per Keith Richards. Molto bella anche “Gimme Shelter” con la nuova corista che sostituisce la storica Lisa Fischer. E che dire del pubblico? Il pubblico degli Stones è un pubblico trasversale: c’era gente di tutte le età, dai settantenni, coetanei degli Stones,fino ai bambini, intere famiglie, compresa la mia. Sono lontani i tempi di Altamont quando il concerto degli Stones si trasformò in qualcosa di veramente pericoloso! Il servizio di sicurezza ha funzionato alla perfezione. L’unica critica che si può fare è che la location… Uno stadio sarebbe stato meglio.

Nonostante questo, il concerto, durato più di due ore, è stata un’esperienza meravigliosa. Io ci ho portato mia figlia Greta perchè volevo che fosse presente ad un evento che probabilmente non si ripeterà in italia.

Gli Stones sono dei mostri sacri con tutti i loro pregi e i loro difetti. Io li avevo già visti a Roma nel 2007, molto più in forma e più precisi, però devo dire che dal punto di vista umano questa volta li ho sentiti più vicini, più vulnerabili, più terreni, quasi arrivabili. La loro fallibilità me li ha fatti amare ancora di più e, come giustamente ha detto una mia amica, se avessi voluto sentire un’esecuzione perfetta me ne sarei stata a casa ad ascoltare un cd!

Insomma, questo concerto per me è stato una grande SATISFACTION!

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