#NataleColBoss: Raccolta differenziata

Siamo nel mezzo delle vacanze natalizie e come succede ormai da diversi lustri, in Italia, si sente un triste pianto disperato: chi sarà mai? No, non è un bambino che invece dell’iPhone 10 ha ricevuto una scatola di Lego, non è nemmeno un adulto alle prese con i regali in ritardo… E’ IL CINEMA.
Per l’ennesimo anno consecutivo, preciso come una bomba ad orologeria iraniana, è arrivato il periodo dei cinepanettoni: le sale piene di persone, bambini, animali, popcorn per terra e tante, tantissime risate. Senza alcun motivo logico, tanto meno se il cinepanettone in questione è “Natale col Boss”.

“Oh mio Dio, quanta spassosa comicità originalissima! Veramente da spanciarsi, ahahahahah! Come fanno a fare ancora film così?”
Già, come fanno? La banalità che accompagna il film dal primo all’ultimo secondo è imbarazzante, al punto che tre quarti delle scene potevano essere previsti con cinque minuti d’anticipo… Se si potesse giocare la schedina del Totocalcio anche sui film, il cinepanettone sarebbe il modo migliore di fare 13.
Per non parlare dei personaggi: a partire da Lillo e Greg, costretti ad abbandonare la loro rispettabile natura filo-nonsense per entrare in un contesto che non fa loro onore in assoluto, il cast è un accumulo di gente da televisione buttata a caso dentro un set, e invitata a riproporre le proprie creature (ideate su misura per il piccolo schermo) dentro ad un contesto che le fa disperdere come mucche durante un tornado negli USA; l’esempio più lampante è Francesco Mandelli, privato del compare Fabrizio Biggio per far posto ad un Paolo Ruffini sempre più inutile, alle prese con personaggi già collaudati (con esiti purtroppo positivi) ne “I Soliti Idioti” che non rappresenta a dovere nemmeno per una frazione di secondo durante tutta la proiezione; Peppino di Capri è un cantante, forse nemmeno quello… Figuriamoci se può anche solo fingersi attore. Il doppiaggio poi! Scandaloso è dir poco, ma non solo da parte sua, proprio in generale.
E la regia? Sarebbe bello spenderci qualche parola, se solo di regia si potesse parlare: un ammasso di equivoci pilotati, “comicità” trita e ritrita, sproloqui casuali e stereotipi al limite della caricatura, il tutto amalgamato con la solita oggettificazione della donna… Niente di nuovo, oggi come ieri (e domani)
Non ci sono molti termini che potrebbero sintetizzare per bene il film, ne bastano tre: SAGRA DEL RICICLAGGIO. E parlando di un boss mafioso, calzano proprio a pennello.
Quando comprerete il DVD di “Natale col Boss”, perciò, dopo averlo visto vorrete sicuramente riporlo dove merita: NELLA SPAZZATURA. Ecco quindi tre pratici consigli per non inquinare l’ambiente già più di quanto non sia stato fatto con il film:
-La custodia va nella plastica;
-La copertina inserita nella custodia va nella carta;
-Il disco va nell’organico, o può essere tranquillamente scaricato nel water.

Buona visione 🙂

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