Mr. Robot: serie sopravvalutata o capolavoro?

Tutti a gridare al miracolo quando sentono il nome MR. ROBOT? Flop catastrofico o “serie definitiva”? Parliamone.

“Ciao amico, no ciao amico non mi piace. Forse dovrei darti un nome… Ma è una strada pericolosa. Esisti solo nella mia testa. Ricordiamocelo. Merda. È successo per davvero, sto parlando a qualcuno che non esiste. Quello che sto per dirti è top secret … Si tratta di una cospirazione gigantesca. C’è un gruppo di persone potenti che governano il mondo in segreto. Parlo di gente che nessuno conosce, gente invisibile. L’1% più ricco dell’1% più ricco che gioca a fare Dio senza permesso. E ora penso mi stiano seguendo.”

A meno che tu non abbia passato gli ultimi 2 anni in un luogo sperduto della Siberia o qualsiasi altro angolo remoto della terra, credo che tu sappia, almeno per sentito dire, cosa sia MR. ROBOT. Ma se sei tornato ieri dal luogo più oscuro dei meandri della Terra tranquillo, ti spieghiamo cos’è.

MR. ROBOT è una serie tv, o meglio dire LA serie tv. Perché “LA”? Semplicemente perché ha vinto premi su premi e ti possiamo assicurare che se li merita tutti.

index

Se il nome ANONYMOUS CONTENT non ti dice niente tranquillo, neanche a noi. Ho conosciuto questo nome casualmente, e se sei un nerd tra qualche annetto lo sentirai molto spesso, ma non siamo qui per parlare di questo. Diciamo solo che creano serie e film partendo dalla storia fino alla regia e hanno prodotto film come Redivivo e Bastille Day. Dopo questa informazione più o meno utile proviamo a raccontarti cos’è MR. ROBOT, e perché piace, partendo dalla trama. La storia vede Elliot Alderson un ragazzo-asso del computer, una persona fredda, insensibile a tal punto che è fermamente convinta che tutte le persone sono come computer e riesce a vedere le loro “stringhe”, ovvero linee di codice di comportamento, e capire la loro vera natura, anche se non riesce ad avere amicizie significative. Due sentimenti però lo caratterizzano: il senso del giusto e l’odio. Il primo lo si capisce già nelle prime sequenze in cui fa arrestare un criminale che aveva un sito nel deep web in cui caricava video pedopornografici. Questo suo comportamento lo avrà sempre prendendo sempre la decisione più moralmente giusta. Già da qui ci ha incuriosito il modo in cui Elliot si approccia al criminale, cercando in qualche modo di riconoscersi in lui. Dice semplicemente: “Capisco come è essere diversi. Anche io sono molto diverso. Cioè, non mi faccio le seghe guardando le foto di bambini… Ma non so come si parla alle persone. Mio papà era l’unico con cui riuscivo a parlare. Ma è morto.”

Il secondo carattere è il fulcro di tutta la storia. Elliot crede che, a detta sua, l’ 1% dell’ 1% delle persone più ricche del pianeta controlla l’umanità attraverso il debito, che a volte chiama “La mano invisibile“. Questo gruppo si chiama E-CORP ma per tutto il film verrà soprannominato EVIL-CORP.

Sono anni che Elliot va dalla psicologa perché crede sempre di essere seguito da uomini vestiti di nero (ma ci va anche per cause di forza maggiore) , e la psicologa crede che sia solo frutto della sua immaginazione ma lui è convinto che non sia così.

Una sera la sua amica d’infanzia Angela, la quale gli ha trovato un lavoro nella sua stessa azienda di cyber-security, lo chiama dicendo che stanno hackerando la EVIL-CORP . Nonostante lui odi la EVIL-CORP, lavora per la loro sicurezza in questa società gestita da terzi. Riesce a sventare l’attacco ma in fase di pulizia trova un file rinominato fsociety00.dat  con una descrizione , LASCIAMI QUI . Incuriosito dalla situazione, crea un punto d’accesso remoto alla cartella per vedere cosa sarebbe successo e lascia li il file.

Dì la verità, sono ormai ben 10 minuti che ti stai chiedendo perché questa serie si chiami MR. ROBOT, tranquillo ora ci arriviamo.

Un giorno compare un uomo che dice di sapere delle sue abilità, del suo operato e del suo odio verso la EVIL-CORP e LA MANO INVISIBILE. Gli chiede di far parte di un progetto per combattere tutto ciò, il file fsociety00.dat lo hanno creato coloro che fanno parte di questo progetto(F. SOCIETY è il nome del gruppo), ma dice di aver bisogno di lui perché lui è la chiave di tutto. Il nome di quest’uomo rimane un mistero, nessuno lo chiama con il suo nome, nessuno lo sa. Però ha sempre una giacca marrone con sopra un’etichetta cucita con scritto MR. ROBOT. Ora che a grandi linee sai di cosa parla lascia spiegarti i punti forti di questa serie.

Punto numero 1: una cosa banale ma importante allo stesso tempo: i titoli delle puntate (quelli inglesi). Ogni titolo è un comando, una funzione, un programma, un qualcosa che ha a che fare con l’informatica a cui Elliot farà continuo riferimento durante la puntata. Questa cosa marca ancora di più l’assenza (secondo Elliot) del distacco tra uomo e macchina, come per dimostrare che non sono poi così diversi.

Ad esempio la prima puntata si apre con la citazione che abbiamo scritto a inizio post. Indovina come si chiama la puntata? “eps1.0_hellofriend.mov”. Per chi non lo sapesse HelloWorld è (di solito) il primo programma che un programmatore scrive. Qualsiasi linguaggio si stia imparando la base viene gettata qui, dove viene creato questo semplicissimo programma che stampa la frase “Hello World” ma dato che parliamo di “amico immaginario” c’è scritto Friend=Amico. Per carità insignificante una cosa del genere per parlare dei punti di forza, ma di certo da quel tocco di classe che solo chi capisce un po’ di programmazione sa apprezzare.

 

Punto numero 2: la crescita dei personaggi. Come tutte le buone serie tv i personaggi cambiano il loro punto di vista dopo fatti accaduti loro, ma con tutti i colpi di scena vedrai cambiare persone che pensavi fossero fermamente convinte nei loro ideali e vedere il mondo da un’altra prospettiva, Elliot in particolare comincia ad impegnarsi a creare rapporti con le altre persone e di certo non è cosa da poco.

Punto numero 3: il grado del verosimile. Se pensi di vedere per tutta la stagione un continuo premere tasti alla velocità della luce, a casaccio o cose assurde come ologrammi che fungono da schermi, ti sbagli (se non lo hai capito stiamo facendo satira su C.S.I). Ogni istruzione, ogni piano, ogni idea, ogni strumento sono applicabili e utilizzabili nella vita reale. Ovviamente non vedrai tutto tutto altrimenti sarebbe un bel problema per i creatori, non pensi? Ahah.

Punto numero 4: la regia. Il regista vuol farti stare dentro ogni discussione (a volte mettendo l’obbiettivo tra chi dialoga, mostrano il primo piano di uno e poi l’altro, INTELLIGENTISSIMO) , ogni pensiero di Elliot, soprattutto quelli filosofici (ce ne sono un’infinità di quest’ultimi) solo per renderti parte della storia e ci riesce benissimo. Ad esempio, quando la psicologa gli chiede

-Perché la società ti delude in questo modo?”

Lui risponde:
“-Forse perché pensiamo tutti che Steve Jobs fosse un grand’uomo anche dopo aver saputo che ha fatto miliardi sulle spalle dei bambini? O forse perché abbiamo l’impressione che tutti i nostri eroi siano dei falsi. Tutto il mondo è un gran imbroglio. Ci spammiamo l’un l’altro intere cronache su delle stronzate mascherandone da opinioni, usando i social media come surrogato dell’intimità. O magari abbiamo votato perché fosse così? Non con le nostre elezioni truccate, ma con le nostre cose, con le nostre verità, i nostri soldi. Non dico niente di nuovo, forse sappiamo perché lo facciamo, non perché i libri di Hunger Games ci rendano felici… Ma perché desideriamo essere sedati. Perché è doloroso non far finta …

Perché siamo dei codardi.

Fanculo la società.”

Oppure

“Questo è il mondo in cui viviamo. Le persone contano sugli errori degli altri. Per manipolarsi a vicenda e usarsi a vicenda. Anche per relazionarsi. Un caldo e caotico cerchio di umanità.”

Tutte queste frasi le pensa senza mai dirle ad anima viva, tranne te.

Tutto questo ci porta al clou, il punto 5 : l’immersività. La prima puntata in assoluto si apre proprio con quella frase a inizio articolo “Ciao amico, no ciao amico non mi piace” . Il regista ha subito voluto mettere in chiaro una cosa: tu sei un personaggio, sei il suo amico immaginario. Lui sa di essere impazzito a tal punto che parla con una cosa che non esiste, TU. Pur essendo a conoscenza di questo continuerai a sentirlo dialogare con te, a volte non sapendo che fare, chiede a te spettatore, ovviamente però non avrà nessuna risposta. Come lui, non distinguerai mai il reale con l’illusorio. A volte si sentirà tradito da te, non ti parlerà, non si fiderà, altre volte ti ringrazierà del supporto. Non abbiamo detto che avrai solo il suo punto di vista, infatti vedrai anche le vicende di chi lo circonda e non potrai fare niente per avvertirlo, e si arrabbierà per questo. Prima di salutarti caro il nostro lettore, vorrei farti accorgere di una cosa che forse hai trovato strana all’inizio ma dopo un po’ non ci hai fatto caso. Questo voleva essere più di un semplice articolo, voleva essere una chiacchierata tra amici. Abbiamo provato, anche se in minima parte, di riprodurre ciò che MR. ROBOT riesce a creare con lo spettatore. Molto probabilmente abbiamo infranto tante di quelle regole su come si scrive un articolo, ma… Era l’unico modo per farti provare ciò che ti trasmette MR. ROBOT.

Perché ancora sei qui? Fai un giro sul sito, leggi altri articoli e guardati MR. ROBOT! Te lo dobbiamo dire noi?!

Condividi con #KoinervettiSocial


About CoordinatoreAdmin

Coordinatore e admin di Koinervetti

Un commento

  1. Complimenti a chi l’ha scritto, leggere questo articolo è stato molto piacevole nonostante non conoscessi MR. ROBOT!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *