L’Universo Nella Stanza: Beach House – 7

Parlare dei Beach House vuol dire parlare di sogni, emozioni (contrastanti e no) in bilico con il tempo. Una musica fatta per ascoltare da soli, nella vostra camera con la porta chiusa, con soltanto la luce della natura ad illuminare la stanza, ma state tranquilli non è musica triste, stranamente è stata studiata per avere un effetto collaterale.

Il duo Scally/Legrand, hanno sempre avuto una devozione nel fare le loro canzoni, e dal 2004 hanno sempre fatto dischi bellissimi, come l’omonimo del 2006 fino ad arrivare al 2015 con “Depression Cherry”, ed ora sono qui per parlare di “7”, l’ultimo album che sfrutta sempre le solite sonorità, le solite regole ben piantate, le loro leggi costruite, distrutte e ricostruite ancora. Si sono creati un “Universo” tutto loro, dove chiunque può addentrarsi e trovare i mille colori, stati d’animo, surrealismo, tutto quanto sospeso nel tempo, anzi, tutto quanto “Atemporale”.

Un sound che è stato studiato nei minimi particolari, è come se sprofondassimo in un unico e grande sogno. Perché tutto questo? Beh! Intanto la voce di Legrand, crea quello strato “dream pop” con alcuni ritocchi “shoegaze”, pieno zeppo di synth e parti elettroniche, questa è la ricetta dei Beach House. Diamo un po di importanza anche a James Barone (il loro batterista-turnista) che poi è diventato membro stabile della band, ha dato il suo contributo per aggiungere ed equilibrare il sound su questo album.

La bellezza di questo album è che il tutto è stato concepito e registrato, direttamente in sala studio, e sfrutta un proiettile che è molto importante: quello del silenzio in sala, sulla concentrazione, sulla prova dei sintetizzatori che creano quelle atmosfere sospese. La tessitura del disco pare come se le anime si incotrassero, che stanno in equilibrio con il particolarissimo sound dei Beach House.

Se vi è venuta un po di curiosità, vi consiglio le canzoni (Dark Spring, Pay No Mind, Lemon Glow, Drun In L.A, Dive) però tutto il disco merita ampiamente un ascolto, anzi, aprite la mente, scoprite voi stessi. “7” non e altro che una via lattea di pop, rock dalle chitarre a volte squarcianti a volte intime, elettronica leggera che crea effetti spettacolari, shoegaze, un disco metodico, che è stato studiato e suonato per le persone che amano sognare, un disco che purifica a spirito, anima, corpo quello che volete. Insomma… un disco che vi farà bene, un disco che tutti si meritano, e se avete voglia di sognare questo disco lo amerete alla follia.

Un Abbraccio, Haron Dini.

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