#KoinervettiLive: Sanremo 2017 – Prima sera

Manca circa mezz’ora all’inizio della kermesse canora più famosa d’Italia, il Festival di Sanremo. Koinervetti seguirà la diretta aggiornando questo post man mano che la serata progredirà: seguiteci e partecipate con l’hashtag #KoinervettiLive!

Innanzitutto, è bene ricordare una serie di eventi che cadono in questo periodo:

  • 50esimo anniversario della morte di Luigi Tenco;
  • 20esimo anniversario della vittoria dei Jalisse proprio a Sanremo;
  • 65esimo compleanno di Vasco Rossi.

Insomma, indubbiamente una serie di tragedie. Speriamo che almeno la qualità generale dello show, senza contare troppo sui brani in gara, sappia alzare l’umore con cui questo Festival è destinato a cominciare.

20.47: ovviamente, l’orario pubblicizzato da Rai 1 (20.35) dimostra non essere veritiero, principalmente grazie alle pubblicità che diluiscono i tempi in maniera impressionante; ci si dovrà aspettare un discreto numero di reclame anche durante la serata? Probabilmente sì.
20.50: dopo il quarto d’ora accademico, la voce fuori campo di Carlo Conti anticipa una carrellata di menzioni d’onore per tutte le canzoni divenute celebri pur non vincendo Sanremo. Il Festival si apre nel segno del revival, come se il direttore artistico fosse Paolo Limiti.
21.00: inizia una sezione dedicata a red carpet, backstage ed interviste ai cantanti… Fondamentalmente, una grossa perdita di tempo. Tra l’altro, non si sa per quale motivo, viene evidenziato come gran parte dei concorrenti non si conoscano l’uno con l’altro, specialmente i più vecchi nei confronti dei “neofiti”.
21.15: con un’inaspettata precisione, si apre il sipario sul Festival. Tiziano Ferro apre la serata con un tributo a Luigi Tenco, in occasione dell’evento sopra citato. Per il pubblico a casa, la scena è totalmente in bianco (poco) e nero, creando un’atmosfera tenebrosa e indubbiamente calzante. Il tributo dura soltanto una strofa, il palco si colora ed entra in azione la sempre magistrale orchestra sinfonica della Rai.  Si continua a suonare sulle note di Tenco, fino all’ingresso in scena di Carlo Conti.
21.20
: viene introdotta Maria de Filippi, che non risparmia una battuta sulla carnagione di Carlo Conti. Scontato e banale. Incredibilmente, si parte immediatamente con la prima partecipante.

  • Giusy Ferreri – Fa talmente male: un pezzo romantico, nella classica linea di stile Sanremese, ad un primo ascolto senza arte né parte. Testo tragico e deprimente.

Stupefacente come sia già la volta del secondo concorrente.

  • Fabrizio Moro – Portami via: Tu portami via dalla convinzione di non essere abbastanza forte quando cado contro un mostro più grande di me, consapevole che a volte basta prendere la vita cosi com’è: imprevedibile”; come suggerisce questa strofa, il pezzo risulta molto più profondo del precedente, però suona in maniera abbastanza comune. Sostanzialmente può fare colpo.

21.35: la competizione prende la sua prima pausa per lasciare spazio al secondo grande ospite della serata. Dopo Tiziano Ferro in apertura, è il momento di Raoul Bova. Altra battuta sull’abbronzatura, doppi sensi sul “pack” e classico plebiscito femminile al cospetto di un tale Adone, a cui viene dato il compito di presentare (con annesso errore) la terza cantante in gara.

  • Elodie – Tutta colpa mia: la mano violenta e tragica di Emma Marrone, nella stesura del testo, si sente troppo, specialmente se si considera che Elodie risulta poco adatta all’interpretazione di tale brano.

21.45: Conti e la De Filippi omaggiano gli eroi del quotidiano, nella fattispecie i soccorritori dell’Hotel Rigopiano. Non è il caso di fare polemica, anche se magari ci sarebbe qualcosa da dire. E’ bene però ricordare la tenacia e la grandezza d’animo di queste persone, comuni ma straordinarie.
21.55: la pubblicità conclude la prima manche di questa serata che, perlomeno dal punto di vista musicale, sembra essere partita a rilento.
22.05: dopo una mini markette su Sanremo, viene presentata la quarta partecipante.

  • Lodovica Comello – Il cielo non mi basta: una voce elastica, calda ma acuta, accompagnata da un sound morbido e scorrevole, ben bilanciato, con un testo lievemente più particolare dei precedenti. La prima “outsider” del Festival

22.10: come se fossimo a Ballarò, nel megaschermo alle spalle dei conduttori appare Maurizio Crozza. Evidentemente non gli è bastato prendere una valanga di fischi l’ultima volta che ha calpestato il palco dell’Ariston, oltre che la pazienza degli spettatori a teatro. Per quanto sia ammirabile e rispettabile la sua figura di satiro e comico, parlare di politica in ogni contesto comincia ad essere fuori luogo.
22.20
: minispot e si riparte, è il momento della quinta concorrente della serata.

  • Fiorella Mannoia –  Che sia benedetta: il pop melodico più elegante tra quelli finora presentati, con un arrangiamento particolarmente curato, non pesante; la voce inconfondibile della Mannoia, che mette in musica un testo dal significato intenso, rende tutto ancor più godibile.

22.25: senza nessun intermezzo, viene presentato il sesto cantante.

  • Alessio Bernabei – Nel mezzo di un applauso: niente di speciale, una classica soluzione commerciale senza arte né parte, roba da parti alte nella Viral 50 di Spotify.

22.35: torna Tiziano Ferro, stavolta nelle vesti di Tiziano Ferro. Giustamente, non è che rendi omaggio ad un altro artista senza poi mettere in mostra anche te stesso, che gusto ci sarebbe?
22.42: la promozione continua, compare anche Carmen Consoli, con cui Ferro si esibisce cantando “ll Conforto”, il nuovissimo singolo.
22.50: salutati i due ospiti, è il momento di presentare il settimo concorrente.

  • Al Bano – Di rose e di spine: quello che si sta esibendo è un Albano apparentemente affaticato, e molto impreciso con la voce, che sarebbe in verità il suo punto più forte. Inutile parlare della canzone in sé che è retrograda e limitata ad una fascia di pubblico che ormai è in esaurimento. L’acuto poco acuto finale conferma la grossa fatica di Carrisi a portare a termine l’esibizione.

23.00: dopo 5 minuti di pubblicità, si torna in onda con Raoul Bova che illustra le iniziative di beneficenza di cui sta facendo parte, prima di chiamare sul palco l’ottavo partecipante.

  • Samuel – Vedraiinconfondibili i tratti dei Subsonica nel brano ed impareggiabile la voce di Samuel; una canzone leggera, molto easy-listening e complessivamente gradita anche dal pubblico in teatro.

23.10: piacevolissimo medley di canzoni amorose parodizzate, presentato da Paola Cortellesi ed Antonio Albanese; una mossa astuta per promuovere il loro film, molto originale.
23.15: entra in scena il nono cantante.

  • Ron – L’ottava meraviglia: in linea generale, artisti come Ron sembrano non essere in grado di rinnovarsi e di portare qualcosa di nuovo, il che è comprensibile; se le cose stanno così, tuttavia, è preferibile incidere dischi per i fan già consolidati senza togliere un posto in vetrina a qualcuno potenzialmente più interessante.

23.20: il vestito di Maria De Filippi le tende un agguato all’incolumità fisica, mentre sta cercando di raccontare una storia di bullismo e cyberbullismo (oggi è la giornata contro tali fenomeni ndr). Complimenti ai ragazzini che hanno preso l’iniziativa di creare “Ma basta”.
23.25: viene introdotto il decimo e penultimo concorrente.

  • Clementino – Ragazzi fuoriil tentativo di portare ancora più in alto il rap consegue in un grande compromesso, che si concretizza nella perdita di impatto specialmente dal punto di vista dei testi; tuttavia, resta chiaro il concetto di vita da strada espresso nelle strofe, che si incastra perfettamente con delle sonorità ascoltabili per praticamente tutti. 

23.35: dopo la pubblicità è la volta di un altro grande ospite: Ricky Martin. Insolito vedere la gente dell’Ariston alzarsi dalle poltroncine e ballare. E’ chiaro come il sole il motivo per cui 15 anni fa il pop era dominato dall’America Latina/Spagna. Imbarazzante invece Carlo Conti che cerca di ballare.
23.55
: la serata comincia a volgere al termine, si esibisce l’undicesimo ed ultimo artista della serata.

  • Ermal Meta – Vietato Morire: un altro pezzo dal significato forte, poggiato su una base strumentale abbastanza inerente, energica seppur malinconica. Un grosso svantaggio è dettato dall’ora tarda in cui è stato fatto esibire Ermal Meta, che probabilmente non verrà apprezzato quanto merita.

00.05: Diletta Leotta è la prima ospite della rubrica “Tutti cantano Sanremo”… Decisamente più brava a condurre.
00.10: Ubaldo Pantani veste i panni di Bob Dylan, in una versione anglo-italiana dissacrante ma non eccessivamente divertente.
00.25: in una fascia oraria insolita, si esibiscono i Clean Bandit, che ritirano anche il doppio disco di platino per Rockabye. Decisamente gli ospiti di spicco della puntata, inseriti in una zona morta della serata. Non molto furba come scelta.

Per concludere questa maratona, tiriamo le somme: la prima impressione non è molto positiva, principalmente a causa di molte imprecisioni nel canto da parte della maggioranza dei cantanti che hanno calcato la scena stasera. Dal punto di vista dell’intrattenimento, la coppia Conti-De Filippi sembra funzionare anche se il mood rauco e poco dinamico di Maria, alla lunga rischia di diventare una zavorra che potrebbe influenzare anche l’iperattività congenita di Carlo. Il calibro degli ospiti presenti non è stato di fascia elevata, ed il loro posizionamento non è stato gestito al meglio, ma quasi sicuramente c’è da aspettarsi qualcosa di meglio nei giorni a venire.

Così si chiude il sipario su questa prima serata del Festival di Sanremo 2017, alla prossima!

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