John, Yoko e Sean

John, Yoko e Sean

21 Febbraio 2019 Di Elena Del Siena

“Abbiamo scelto Gibilterra perché è un posto tranquillo, piuttosto british e accogliente. Abbiamo provato un po’ dappertutto prima. Avevo stabilito di sposarci sul traghetto così saremmo arrivati ​​in Francia da marito e moglie, ma non ce l’hanno permesso. Non è andata meglio con le navi da crociera. Abbiamo provato con le ambasciate, ma in Germania e in Francia sono necessarie due settimane di residenza”

John Lennon, 1969

Come narrato nel brano The Ballad Of John and Yoko, il 20 Marzo 1969 giungeva al termine la romantica peripezia dei coniugi Lennon: i due artisti poterono finalmente unirsi in matrimonio, si trattò di una cerimonia civile di soli 10 minuti alla presenza di Peter Brown e del fotografo David Nutter.

La luna di miele

Tutt’altro che intima e privata fu invece la luna di miele. La coppia decise di sfruttare l’attenzione mediatica scaturita dall’evento per organizzare all’Hilton Hotel di Amsterdam un bed-in. La stampa internazionale fu invitata a recarsi nella camera 702 per parlare e confrontarsi sul tema della pace, i novelli sposi li avrebbero accolti per un’intera settimana dalle nove di mattina alle nove di sera. Stralci di quelle interviste andarono poi a comporre il lato B del Wedding Album, una vera chicca per i collezionisti visto il ricco box set, che John illustrava così:

“È come condividere il nostro matrimonio con chiunque fosse interessato. Non ci aspettavamo un album di successo. Sai, le persone fanno album di nozze che mostrano ai parenti. Bene, i nostri parenti sono quelli che chiamate fan o persone che ci seguono. Questo era il nostro modo per renderli partecipi”.

L’esperienza ebbe luogo nuovamente qualche mese dopo a Montréal al Queen Elizabeth Hotel, in quell’occasione venne scritto e registrato l’attualissimo inno Give Peace A Chance. Il connubio artistico raggiunse il culmine il 15 Dicembre di quell’anno quando i due coniugi decisero di portare il loro messaggio nelle maggiori città del mondo affiggendo cartelloni con su scritto “WAR IS OVER! If You Want It”, campagna evolutasi nel ’71 nella canzone natalizia per eccellenza, Happy Xmas (War Is Over)

La vita coniugale

“Vogliamo lavorare insieme. Non vogliamo stare insieme solo nei weekend. Vogliamo stare insieme, vivere e lavorare insieme”.

A dieci anni di distanza, in un’intervista del 1980, questo è quanto affermava un innamorato Lennon a David Scheff. Dopo un lungo silenzio artistico, il 17 Novembre di quell’anno usciva Double Fantasy. La foto in copertina, scattata a Central Park da Kishin Shinoyama, rende immortale il momento idilliaco vissuto dalla coppia. Ai giornalisti che gli chiesero dove fosse finito nei cinque anni precedenti, periodo in cui né lui né la moglie avevano pubblicato materiale, egli rispose:

“Come tutti voi lavoravo tutto il giorno, preparavo il pane e cambiavo pannolini, mi sono preso cura del bambino. Non mi nascondevo. Facevo cose normali, andavo al cinema”

John Lennon, 1980

La nascita del secondo figlio

Il 9 Ottobre 1975, nel giorno del suo 35° compleanno, John era diventato padre per la seconda volta. L’inizio della gravidanza coincise con il “ritorno sulla retta via” di John dopo il famoso ‘Lost Weekend‘, ovvero i 18 mesi che aveva trascorso in compagnia dell’assistente nonché giovane amante May Pang. La riconciliazione fu sancita dalla volontà condivisa di avere un figlio insieme, o meglio, tentare nuovamente il concepimento visto i due precedenti episodi di aborto spontaneo:

“I dottori ci avevano detto che non c’era speranza, avevamo quasi rinunciato. Mi dissero che c’era qualcosa che non andava nel mio sperma, non c’era speranza, colpa dei miei eccessi in gioventù”.

Lontano dai riflettori, Sean crebbe circondato dall’affetto dei genitori di cui ignorava la fama, almeno fino al giorno in cui vedendo Yellow Submarine a casa di un amico di famiglia volle sapere perché un personaggio di quel cartone animato era così simile a suo papà.

Il musicista casalingo e un eccentrico padrino

Nonostante il nuovo ruolo stile di vita, il genio creativo dell’ex Beatle non poteva essere arginato. Continuò a scrivere musica e registrare nella sua dimora newyorkese, e durante un soggiorno di due mesi alle Bermuda, baciato dal sole e cullato dal suono delle onde, trovò l’ispirazione per comporre brani come Woman, Watching The Wheels e la dolce Beautiful Boy (Darling Boy) dedicata al piccolo Sean, che contiene la famosa citazione “Life is what happens to you while you’re busy making other plans”. Nessuno infatti avrebbe potuto immaginare che Double Fantasy sarebbe stato l’ultimo album, con l’ultimo omaggio al figlio, prima della tragica morte di John. In un momento così difficile si rivelò essenziale la figura di David Bowie, che la stessa Yoko definisce “un secondo padre per Sean”:

“Quando ero piccolo si assicurava che non corressi in mezzo alla strada e che mi allacciassi la cintura. Quando mi trasferii in Svizzera per studiare lui abitava a Losanna, era solito portarmi a visitare musei. Teneva molto alla mia istruzione, voleva che leggessi per questo mi regalava dei libri, come ‘Il Ciclo delle Fondazioni‘ di Isaac Asimov”.

Sean Lennon intervistato da Mojo Magazine, 2016

Sean Lennon: un talento sulle orme del padre

Immerso in questo ambiente artisticamente fervido, Sean coltivò negli anni la sua passione per la musica rivelandosi un compositore e chitarrista di talento con una grande eredità, la stessa voce del padre. Estremamente versatile, collaborerà con artisti quali Marianne Faithfull, Lady Gaga e Lana Del Ray, ma esprimerà tutta la sua psichedelica creatività nei lavori da solista e nelle produzioni delle sue band di maggior successo: The GOASTT, al fianco della bellissima fidanzata Charlotte Kemp Muhl, e The Claypool Lennon Delirium, fondata assieme al bassista dei Primus Les Claypool. Un ascolto del singolo Blood and Rockets – Movement I, Saga of Jack Parsons – Movement II, Too the Moon, che potremmo definire “una hit beatlesiana postuma”, basterà per convincervi ad acquistare questo 22 Febbraio l’ultima fatica del duo prog-rock, South Of Reality.

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