Il manovratore di dischi

“La mia musica parte da qui, mixer, vinile, materia senz’ anima. Ma in quella puntina, c’è una energia che cresce. Dare vita alla materia significa trasformarla in emozione “. Queste parole sono uscite dalla bocca del disc jockey francese Bob Sinclair quando, in un intervista, gli è stato chiesto che cosa facesse il dj.

 

 

Il disc jockey (letteralmente “fantino dei dischi” o “manovratore di dischi”) è una figura semi-professionale che nasce con la fine della prima guerra mondiale nelle radio americane, che trasmettevano le previsioni del tempo ai contadini, prima, e intrattenevano, dopo. È in questa fase che il capostipite del dj Frank Conrad, trasmettendo dal suo garage con apparecchiature da guerra diede vita alla prima stazione radio commerciale e di conseguenza ai primi show radiofonici in cui dischi in vinile “montati” su un grammofono accompagnavano la voce del conduttore. Fu così per altri 30 anni.

Negli anni cinquanta un giovane inglese di nome James Savile, che lavorava in una radio di Otley, West Yorkshire, pensò che sarebbe stato carino portare i dischi della radio al di fuori della struttura per “suonarli” dal vivo. Armato solo di alcuni 78 giri, di un grammofono e di rudimentali amplificatori ricavati da vecchi telegrafi, noleggiò una vecchia sala parrocchiale e fissò il prezzo di entrata ad uno scellino e iniziò a riprodurre ad un pubblico i successi swing dell’epoca; aveva inventato la “discoteca”, ma non lo sapeva ancora.

Da quel momento in poi il mondo del dj non sarebbe stato più lo stesso. Le discoteche si espansero in tutto il globo e arrivarono a Kingston, Giamaica, dove i padri della musica reggae, appioppandosi pseudonimi da nobili inglesi inventarono i sound system, impianti di amplificazione di svariate dimensioni che potevano essere trasportati da un luogo all’altro e, guidati dal “selektor” (denominazione giamaicana del dj), facevano ballare un vasto pubblico. Inoltre sempre in quest’isola caraibica nascono anche le prime canzoni create da i dj stessi, che per l’occasione verranno chiamati con il termine inglese di “producers (produttori)”.

Con il passare del tempo, i producers, grazie soprattutto all’enorme evoluzione della tecnologia, creeranno generi e canzoni immortali, meritandosi con pieno diritto il titolo di Superstar.

 

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