Habemus Papam

Dopo dieci puntate, e dopo una media di ascolti superiore al mezzo milione, si è conclusa «The Young Pope»: la serie scritta e diretta da Paolo Sorrentino, prodotta da Sky, Hbo e Canal+. Com’è andata ce lo dicono i numeri: non solo l’Auditel, ma anche la media registrata dalle visioni on demand, con quasi un milione e mezzo di spettatori (un milione e quattrocentomila, per essere precisi): un segnale netto, forte. Com’è stata, invece, è un discorso diverso.

La serie infatti è irriverente e divertente, trattando temi quali l’abbandono, l’aborto ed il rapporto tra chiesa e stato attuali, con molte similitudini con la realtà.

Sorrentino è e rimarrà un autore capace di coinvolgere gli spettatori: ha scritto una storia potente, dove i protagonisti, prima di essere preti, cardinali o papi, sono persone comuni. È la parabola della solitudine: “chi viene, chi va e chi rimane”. Il protagonista, Pio XIII, interpretato da un eccellente Jude Law, è un papa non convenzionale, non molto diverso, in fondo, dall’attuale Papa Francesco, che insieme a Suor Marie (Diane Keaton) che lo aiuterà in varie situazioni di smarrimento, riuscirà atrovare la sua fedeltà verso la chiesa e verso Dio. Non mancano nemmeno malavitosi e sparatorie, in quanto si vedrà la dipartita di un cardinale per mano dei Narcos

Ha rappresentato un concentrato di umanità e sensibilità, e ha dimostrato come, contrariamente a quanto si dica, i personaggi di Sorrentino non siano onnipotenti, ma fragili, incerti ed «eternamente sconsolati».

«The Young Pope» non si può considerare una serie tv, in quanto può essere visto come un film lungo 10 ore o poco più, pieno di teologia, politica e citazioni a vari personaggi che hanno lasciato un segno nella storia(l’ultima puntata si apre proprio con l’argomento dell’aborto dal punto di vista della chiesa). Anche Silvio Orlando, che nella serie interpreta il Cardinale Voiello, ha detto la sua sul lavorare insieme a Sorrentino: «Con Paolo Sorrentino, la derivazione teatrale di un attore diventa un valore aggiunto». Si creano così scene immense, dalla fotografia splendente, dove uomini restano immobili, altari vengono eretti ovunque, e le donne – e che donne – diventano tutte vergini Maria. Il giovane Papa diventa uomo, e un orfano diventa un sognatore.  

Se non avete niente da guardare durante le feste, The Young Pope fa al caso vostro. D’altronde dove potete trovare un papa giovane, che fuma e con crisi di coscienza che lo cambiano ad ogni puntata?

E voi come la pensate a riguardo?

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