#FridaysForFuture – La sfida per salvare l’ambiente

#FridaysForFuture – La sfida per salvare l’ambiente

13 Marzo 2019 Di Rachele Innocenti

I cambiamenti climatici e la mobilitazione degli ultimi anni

Storia dell’associazione

Fridays for future è un movimento per l’ambiente nato da Greta Thunberg, ragazzina di sedici anni svedese. Dal settembre dello scorso 2018 Greta ha iniziato presentandosi singolarmente, ogni giorno, davanti al parlamento del suo paese, manifestando contro le politiche e i politici che non tengono conto dei problemi che il cambiamento climatico causerà.
Tanti ragazzi suoi coetanei si sono uniti a lei in questa protesta. Prima i connazionali, che l’hanno appoggiata presentandosi insieme davanti alla sede del governo, finché i capi delle istituzioni non sono stati costretti ad ascoltarla. Poi, visto che Greta non si è fermata ad una piccola vittoria ma ha continuato a manifestare ogni venerdì, le sue azioni hanno avuto eco in tanti paesi europei e del mondo, dove i ragazzi manifestano ogni venerdì per assicurarsi un futuro vivibile, da qui la nascita dell’associazione.

Motivazioni della protesta

I ragazzi hanno deciso di scendere in piazza perché, a distanza di quattro anni dagli Accordi di Parigi del 2015, nei quali 20 paesi del mondo si impegnavano a limitare l’aumento della temperatura media di -2 °C rispetto all’epoca preindustriale, questi non sono affatto rispettati.

Come alcuni paesi affrontano i problemi climatici

Donald Trump, convinto negazionista, ha dichiarato guerra alle politiche ambientali insieme al suo collega russo. Vladimir Putin ritiene infatti che il surriscaldamento sia causato dal Sole e che anzi lo scioglimento dei ghiacci sia positivo per arrivare alle risorse di combustibile presenti nell’Artide. Il presidente del Brasile Bolsonaro porta avanti campagne per il disboscamento della foresta amazzonica, da lui considerata la più grande riserva di carbone. Il nostro paese poi non si interessa affatto del cambiamento climatico, il governo è troppo focalizzato suoi problemi di politica interna, quali i migranti e la Tav, mentre taglia gli incentivi alle energie rinnovabili.

L’appello di Greta ai politici

Greta è stata invitata a partecipare al World Economic Forum di Dawos, dove ha parlato davanti ai leader mondiali, spronandoli ad azioni contro il cambiamento climatico e accusandoli di menefreghismo. Le sue parole sono state dure e pungenti, colpevolizza la politica economica di pensare solo al tornaconto e al guadagno di pochi, a discapito della vita di tutti. Ciò che risulta più a rischio è il futuro dei giovani, per colpa di adulti che hanno inquinato fino a questo momento e ai quali ora non importa di cambiare, perché nell’avvenire loro non saranno presenti.

Le previsioni degli scienziati

Per il 2050, cioè fra trent’anni, quando noi saremo gli adulti medi, gli scienziati hanno previsto un punto di non ritorno. Migrazioni di massa dalle zone più aride del mondo; abbassamento delle coste a causa dello scioglimento dei ghiacciai, che porterà anche all’ingresso nell’atmosfera terrestre del metano bloccato sotto il permafrost, con la conseguenza di un’aria irrespirabile; mentre l’Amazzonia, la più grande riserva di ossigeno, viene sempre più deturpata. Tutte queste catastrofi sono evitabili se entro dodici anni il surriscaldamento globale non supera l’1,5 °C.

Consigli per essere ecologici

Come possiamo rientrare in questi limiti? Cosa dobbiamo fare per impedire i preannunciati disastri? Partendo dal singolo vi sono alcune accortezze o azioni che possono fare la differenza. Tanti fattori, anche se esternamente possono sembrare diversi fra loro, influiscono sul clima: dagli allevamenti intensivi che condizionano l’alimentazione, alle industrie chimiche che producono detersivi per la casa, ai prodotti di cosmesi, alla quantità di spazzatura prodotta pro capite non differenziabile.

Raccolta differenziata

La raccolta differenziata è un atteggiamento da applicare e promuovere. Tanti comuni in Italia stanno utilizzando metodi nuovi e alternativi per invogliare, educare e abituare la popolazione a questi gesti quotidiani, con l’ausilio di carte che tengono conto di quante volte la spazzatura viene smistata dall’individuo, premiando il bravo ecologista.

Prodotti ecologici

Importante è usare, per chi può permetterselo, detersivi, prodotti per la casa e per l’igiene personale ecologici, che vengono creati nel rispetto dell’ambiente perché non contengono qualla innumerevole quantità di additivi chimici che non sono solo inquinanti, ma anche tossici per la nostra pelle e il nostro corpo. Purtroppo vi sono ancora poche industrie che danno origine a questi prodotti, perché non finanziate e supportate dallo stato o perché non conviene, in merito di profitto personale, alle industrie stesse. Di conseguenza le merci ecologiche costano il doppio dei loro concorrenti non ecologici, quindi non sono accessibili a tutta la popolazione.

Per chi non può permettersi di comprarle è consigliabile diminuire le dosi di prodotti usati per lavatrici, pavimenti, piatti e altro ancora, perché gli agenti chimici contenutivi sono di per sé abbastanza forti e aggressivi nel disinfettare. Non da meno è necessario diminuire la quantità di gas tossici sprigionati nell’aria, che vanno ad aumentare il buco nell’Ozono, questi gas non sono solo quelli di scarico dei mezzi a motore ma sono contenuti anche in un semplice deodorante spray.

Alimentazione, industrie di pesticidi e allevamenti intensivi

L’alimentazione è un altro punto fondamentale da scardinare. Comprare cibi biologici al supermercato significa, innanzi tutto, non assumere sostanze tossiche contenute negli alimenti non controllati e non finanziare le industrie di pesticidi che inquinano l’acqua, l’aria e la terra. Queste ultime inoltre sfruttano, sottopagando, le popolazioni dei paesi del sud del mondo. Anche la carne comprata al supermercato non fa decisamente bene all’ambiente, poiché proviene da allevamenti intensivi, le maggiori industrie inquinanti al mondo. Questi allevamenti sorgono perché il consumatore medio si ciba di carne due volte al giorno. In realtà il nostro fabbisogno settimanale sarebbe di tre volte.

Questo stile di vita è difficile da comprendere e applicare da parte degli adulti che ormai hanno tutt’altre abitudini. Noi giovani però possediamo un forte spirito di adattamento e con un passo alla volta possiamo migliorarci.

Politica economica e industrie

In realtà diminuire l’inquinamento del singolo non basta, non si ha un rapporto alla pari. I maggiori inquinatori al mondo sono le industrie e le aziende, con una politica economica che non tutela l’ambiente, ma guarda alla tutela di chi produce di più, in minor tempo, con bassi costi di produzione ma alti costi di guadagno. Quindi diminuire il personale inquinamento giornaliero è già qualcosa in più, ma non basta.

La politica deve cambiare le sue priorità, invece che tutelare il guadagno, il denaro e le industrie, deve tutelare il clima e il nostro futuro. Le politiche globali sono restie ad abbandonare i vecchi sistemi di produzione e accrescere quelle di difesa del clima con l’abbandono dei combustibili fossili.

La paura di una perdita economica prevale nonostante in realtà non sia fondata, in quanto investendo nelle rinnovabili e altri metodi si creerebbe più lavoro, più benessere e migliori condizioni di vita per tutti. Per spronare un rinnovamento bisogna prima di tutto informarsi, a discapito delle industrie di combustibili che pagano le campagne di disinformazione, e poi scendere in piazza per far sentire le nostre esigenze.

15 Marzo 2019 sciopero globale per il clima

Venerdì 15 Marzo è stato indetto uno sciopero globale per il clima, al quale hanno aderito 150 paesi. Per cambiare la situazione e salvare il pianeta, non tanto in un’ideale utopistico per il rispetto della biodiversità, della flora e della fauna, ma perché per quanto l’uomo sia intelligente e tecnologicamente avanzato, non può trovare una via di fuga se non cambiare stile di vita, politica ed economia.

Lo sciopero è apartitico in quanto tutti i giovani del mondo, di qualsiasi appartenenza politica o ideologica, si trovano in comune sul loro futuro, che dipende prima di tutto dal clima. Anche in Italia lo sciopero ha presidii in tante città, informati e partecipa nella città più vicina a te, incentiviamo questo evento anche nel nostro paese, visto che la mobilitazione dei giovani italiani è limitata. 

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