Facebook: che storia è questa?

C’è aria di “novità” in casa Zuckerberg: stamattina, infatti, un major update delle applicazioni di Facebook per le principali piattaforme mobile ha reso disponibile una funzione aggiuntiva, ossia la possibilità di pubblicare un nuovo -per così dire- tipo di post: le storie.

Così come in Instagram (da tempo sotto Facebook, ndr), le storie saranno farfallesche: dopo 24 ore dalla pubblicazione saranno automaticamente rimosse, ma c’è la possibilità per l’utente di salvare una copia dei propri capolavori di narcisismo all’interno del proprio dispositivo.
In alternativa, si può anche pubblicare la storia come se fosse un vero e proprio post, bypassando la sua caratteristica effimerità:
Degni di nota anche gli effetti esclusivi per Facebook, un altro punto in più rispetto alle Instagram Stories che, d’altra parte, vantano una serie di filtri:

E’ ben chiaro che, in sostanza, non c’è niente di nuovo sotto al sole: anzi, seppur non sia esplicitamente dichiarato (e ci mancherebbe altro), Facebook sta copiando spudoratamente Snapchat, che senza dubbio risentirà molto di questa iniziativa spietata. L’app del fantasmino nasce con questo esclusivo intento, e la possibilità di compiere le stesse azioni all’interno di un’applicazione utilizzata molto più spesso consegue in una migrazione di massa degli utenti verso il piatto più ricco, in questo caso Facebook.
D’altra parte, la presenza delle Stories già su Instagram pone dei dubbi sull’effettiva utilità della mossa: probabilmente è stata una scelta dettata dai diversi target di età dei due social (generalmente, gli over 40 hanno difficoltà già solo con Facebook, figuriamoci con Instagram), o potrebbe essere la prima di una serie di operazioni integrative finalizzate all’incorporare Instagram all’interno di Facebook. A sostegno della prima ipotesi, si vocifera che le closed beta di Whatsapp più recenti abbiano già un concept della funzione Stories, il che indicherebbe l’intenzione di livellare le tre maggiori piattaforme social in mano a Facebook tramite l’uso di questa funzione; dall’altro lato si può immaginare un progetto a lungo termine volto alla fusione di Facebook con i suoi social paralleli, creando un colosso di Internet inaffondabile.
Teorie complottiste a parte, è indubbio che Facebook abbia dimostrato una grossa mancanza di creatività in questo caso, e che pur di non lasciare i propri utenti senza nuove features abbia preso una decisione che, a costo di perderci più tempo, sarebbe potuta essere differente e magari più originale.

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