#Editoriale – L’involuzione del Natale

Recenti ricerche hanno riportato che le nuove genrazioni di bambini, nella lettera più attesa dell’anno (quella a Babbo Natale), non richiedono altro che videogame. Nei fogli stropicciati che consegnano non sono più elencate costruzioni, macchinine…

Insomma, i desideri natalizi non sono più quelli di una volta. Tuttavia, seppur questo dato risulti significativo, è solo uno dei tanti segnali che riconducono ad una cruda sentenza: il Natale sta cambiando

Le sensazioni che portano a questa conclusione sono molteplici e di diversa natura:

1) Metà novembre, pieno autunno, ancora vaghi ricordi del torrido caldo estivo e… Le luci di Natale già appese (e talvolta anche accese!) nella maggior parte delle piazze e corsi d’Italia: simbolo di come (soprattutto per esigenze economiche) il sistema voglia indurre la popolazione ad anticipare sempre di più gli acquisti natalizi, come se un mese non bastasse!

Così facendo, l’atmosfera magica del Natale va scemando fino ad arrivare alla fatidica data priva di quella magia che dovrebbe invece
mantenere fino allo scoccare della mezzanotte

2) Quanti bambini credono ancora a Babbo Natale?
Si inizia con eccessivo anticipo a convincere la gioventù che quella del babbo più famoso e buono del mondo sia solo una leggenda. Ciò priva le famiglie di quella smaniosa quanto emozionante attesa dell’arrivo
di “Papà Natale” e rende sempre più rara la visione della tenera immagine degli occhi lucidi dei bambini, in trepida attesa di scartare il dono che aspettavano da mesi, in quanto spesso sanno già cosa troveranno sotto la carta regalo.

3)Il Natale si sta discostando dalla sua funzione storica, nonostante gli si sia sempre addetta: quella dell’unione.
Il “diktat” “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” non viene più rispettato. Fortunatamente esistono ancora famiglie tradizionaliste, ma sono una specie in via d’estinzione.
Il Natale sta trovando un’enorme fatica a fungere da collante come un tempo, e per quanto si possa sfrozare non ha più il potere di ammaliare l’uomo tanto da fargli vivere un giorno sereno, in compagnia e tra le amiche mura casalinghe.
Da diversi anni a questa parte l’unico potere rimasto al Natale è attrarre i consumatori. Non importa se è sempre di più, solamente, il giorno per cui si è fatto acquisti su acquisti (iniziati successivamente all’ultimo bagno dell’estate).
Non è importa se stiamo vivendo un Natale “falsificato”, tanto gli scaffali dei grandi centri commerciali saranno sicuramente vuoti!

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