Dave Grohl e Josh Homme, storia di un’amicizia

Dave Grohl e Josh Homme, storia di un’amicizia

14 Gennaio 2019 Di Elena Del Siena

Quando si parla del panorama rock anni 2000 non si possono non menzionare Foo Fighters e Queens Of The Stone Age, e i rispettivi frontman, Dave Grohl e Josh Homme. I due sono legati da un’amicizia ormai ventennale che li ha portati a collaborare in più occasioni. Partiamo dal principio:

Siamo nel 1992 e l’allora batterista dei Nirvana apprezza per la prima volta l’operato di Josh nell’album Blues For The Red Sun dei Kyuss, di cui compra alcune copie da regalare agli amici. Passano un paio d’anni e, dopo la tragica morte di Kurt Cobain, Dave decide di riprendere in mano la sua vita formando una nuova band di cui sarà la voce. Nel frattempo anche Homme dà vita ad un nuovo progetto in cui coinvolge il bassista dal lungo pizzetto Nick Oliveri e Mark Lanegan. Nel 2002 a loro si unisce Grohl stesso che per scappare dal periodo turbolento vissuto con i suoi soci, fatto di litigi e abuso di droghe, si rifugia dietro la batteria, ammettendo di sentirne la mancanza. Il suo contributo ha reso Songs For The Deaf uno degli album più incisivi di sempre: riconoscibile e amato dai fan è l’intro della traccia numero quattro, Song For The Dead (anche se, a dirla tutta, in parte attinge da “Slip It In” dei Black Flag). Josh restituisce poi il favore suonando la psichedelica Razor nel quinto album dei Foo Fighters.

Facciamo un salto ed arriviamo al 2009, quando entrambi sentono di nuovo il bisogno di suonare assieme. Homme afferma:

<<Voglio reinventare il blues>>.

Così l’amico pensa bene di contattare il talentuoso bassista dei Led Zeppelin John Paul Jones (che di blues se ne intende!) per proporgli di formare un supergruppo. Dalle jam dei Them Crooked Vultures nascono numerosi brani, tanti da poter pubblicare un doppio album. Alla fine ne resteranno solo 13, tutti aggressivi, con groove potente e momenti progressive. A dieci anni di distanza, molti sperano che il trio decida di tornare in studio, soprattutto ora che John Paul si arrabatta tra vari progetti trovandosi in “pensione forzata”, visto il totale rifiuto di Robert Plant di tornare on the road coi vecchi compagni.

Josh ha un animo dark, come si evince dai testi dell’album Lullabies To Paralyze, e dall’ammonimento ai figli “Everyone faces darkness on their own / As I have done, so will you” nel più recente brano Fortress. Al contrario Dave è un motivatore, parla al cuore degli ascoltatori: la scrittura in molti casi è semplificata per lasciare spazio ad un riff o una melodia che emozioni, che susciti rabbia o buoni propositi. Nonostante questo diverso approccio i due condividono la stessa schiettezza e senso dell’umorismo, amano scambiarsi consigli davanti a qualche bicchiere. Tra loro c’è una sana competizione, che si è manifestata appieno nel corso del 2017 quando le due band si sono trovate a registrare in studi praticamente attaccati le rispettive ultime uscite, Concrete and Gold e Villains. In attesa di vedere quale sarà il loro prossimo passo, ci auguriamo che questa stimolante fratellanza non abbia mai fine.

Condividi con #KoinervettiSocial