“Auditorium”: Trio Bobo, make Jazz music great again!

Cari lettori,
Sulla scia del mio precedente articolo, voglio raccontarvi un’altra grandiosa esperienza live di un progetto sensazionale con i piedi in due staffe. Da una parte musicisti conosciuti e stimati, dall’altro trio underground, da un lato turnisti internazionali ospiti in grandi eventi, dall’altro umili professionisti calcatori di piccoli palchi, da un lato seri maestri dello strumento, dall’altro veri e propri comici da stand-up comedy: oggi parliamo del Trio Bobo!
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Il Trio Bobo (Faso/Menconi/Meyer) nasce nel 2002 come uno dei più promettenti ménage a trois della penisola italiana, includendo al suo interno uno svizzero, un genovese residente (anche se solo occasionalmente) a New York e un membro di una delle categorie più rare del genere umano: un milanese di Milano. Il complesso si compone della storica sezione ritmica degli Elio e le Storie Tese: Nicola Fasani (universalmente noto come “Faso”) con il fido basso 6 corde,  & Christian Meyer (che però si pronuncia “Mayer”) alla batteria (con l’aggiunta del pad elettronico che in altri contesti lo ha reso famoso con lo pseudonimo di “DJ Mendrisio”), e di uno dei più stimati ed apprezzati chitarristi jazz nostrani: Alessio Menconi (sul quale non ho alcun appunto di carattere fonoglottologico-linguistico o aneddotico da fare). Il gruppo suggella la propria unione con un album strumentale di genere Jazz-Rock, nel quale sono chiare le influenze Blues, Funk, Reggae e Afro, dal titolo eponimo “Trio Bobo”, del 2005, con il quale ho avuto il piacere di fare la loro conoscenza.


Il Trio Bobo rappresenta l’espressione più genuina dell’idea di musica che i suoi componenti intendono proporre. Una mescolanza di elementi differenti ma raffinanti, un sound sincretico e ricercato, con la classe swingante del migliore Jazz d’autore e la “pacca” da vero power trio Rock, con una naturalezza e un’energia su disco tali da far pensare a una lunga jam in studio (motivo ulteriore per andare a sentirli dal vivo). Non c’è però da stupirsi della grande qualità del risultato finale considerando la caratura degli stessi componenti.

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Ma torniamo a noi: lo scorso giovedì 10 novembre ho avuto l’occasione di assistere ad una loro performance (che più che performance si è rivelata un vero e proprio show & concert) presso il locale “UnTubo” a Siena, luogo rinomato da sempre per le grandi stagioni musicali con ospiti italiani e internazionali, durante il tour promozionale del loro secondo album dal titolo “Pepper Games”, uscito lo scorso 4 novembre. Ho avuto l’ulteriore fortuna di trovarmi seduto in prima fila di fronte a Faso e Christian, con i quali ho potuto scambiare anche qualche battuta.

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Sarò sincero, considerando che venivo già da una serata musicale di altissimo livello, avevo paura che questo potesse inficiare in qualche modo il mio giudizio, un po’ come quando ti abbuffi a merenda e a cena non hai più appetito, ed invece sono rimasto a dir poco stupito: il concerto si è rivelato tanto divertente, coinvolgente ed originale da non far saltare neanche per un attimo il paragone con i King Crimson (tranne per il fatto che Faso porta i baffi come Tony Levin e Christian ha il suo stesso taglio di capelli!). Il Trio ha proposto una scaletta eterogenea formata da brani tratti dal loro primo album (tra i quali segnalo “Drama in Jamaica”), poche cover, che dimostrano però l’eclettismo della band e la comune passione per gruppi come i Weather Report, e anteprime assolute tratte dall’ultimo lavoro (di cui segnalo senza dubbio “James Bobo” e “Fast Boulitch”).

Tra un Brano e l’altro il trio ci ha rallegrato con divertenti e suggestive storie di vita vissuta: di quando Alessio faceva il “caricatore di porto” a Genova, della natura afro-svizzera di Christian, di relazioni tra l’effetto “wah-wah” e la Rivoluzione Francese (che, vi tolgo subito il dubbio, non esistono) e di come il brano “James Bobo” sia stato ispirato dalla figura e da un particolare concetto espresso nientemeno che da James Brown (che, no, non è “Sex Machine”, ho chiesto personalmente).


Tralasciando gli scherzi e le battute, devo dire di essere stato molto piacevolmente colpito dal Trio: non solo musicalmente, ma anche umanamente, dato che sono sempre stato portato ad immaginare certi professionisti in contesti musicali molto più “imponenti”. Lo scorso 20 maggio 2016 avevo visto Christian e Faso suonare con Elio e le Storie Tese al Mandela Forum di Firenze, e solo qualche mese prima avevano partecipato al Festival di Sanremo. Alessio, d’altra parte, è stato turnista europeo per Billy Cobham e collaboratore di Paolo Conte. Insomma, la possibilità di trovarsi di fronte a loro, sullo stesso piano e scambiare anche qualche battuta è stato tanto bello quanto inaspettato, ed è una dimostrazione inoppugnabile che l’umiltà e la professionalità sono per un musicista valori inestimabili (quasi quanto la simpatia!).
Detto questo, il Trio sta ancora mettendo sotto sopra il Bel paese e vi consiglio di andarli a sentire, non ve ne pentirete! Potete seguirli su Facebook e MySpace ed acquistare “Pepper Games” su IBS, ITunes e EBay. Rivolgo un ringraziamento particolare a Giancarlo Petri per avermi fatto conoscere il Trio e per avermi inviato il video che trovate qui di seguito.

Infine, lunga vita alla musica dal vivo e lunga vita al Trio Bobo!

Un saluto a tutti, Nicolò Guelfi.

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About Nicolò Guelfi

Sono uno studente di filosofia presso l'Università degli studi di Siena. Mi sono diplomato presso il liceo scientifico "Città di Piero" di Sansepolcro (AR). Appassionato ascoltatore e musicista, spero di poter mettere al servizio dei lettori la mia personale esperienza per aiutare tutti ad approfondire e divulgare la conoscenza della musica "di qualità", perché, parafrasando Oscar Wilde, non ha senso operare altre discriminazioni se non quella tra "musica fatta bene" e "musica fatta male".

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