“Auditorium”: Progetto Umami – “Cosmodromo”

Cari lettori,

lo scorso sabato 15 aprile si è tenuta presso l’elegante location del Circolo degli Illuminati di Città di Castello la presentazione del primo disco di uno dei più stimati e promettenti “progetti” musicali della Valtiberina: “Cosmodromo“, opera prima del Progetto Umami.

Cosmodromo (da pronunciarsi “Cosmòdromo” e non “Cosmodròmo”, né tantomeno “Cosmodromò”) si presenta come un EP di 6 tracce originali totalmente strumentale (anche se potrebbe essere considerato quasi un album a tutti gli effetti data la durata di ascolto di oltre 35 minuti, con una media per brano di quasi 6 minuti) prodotto e composto interamente dal Progetto Umami presso il Dea Studio di Sansepolcro.

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Chi segue già da tempo “Auditorium” conoscerà la grande passione e lo spazio che questa rubrica ha dedicato alla grande famiglia del Progressive Rock: ebbene, il Progetto Umami è un nobile figlio di questa famiglia. Il gruppo nasce nel gennaio del 2013 dall’incontro di Francesco Cecconi, batteria, e Alessio Pigolotti, chitarra, e con l’arrivo successivo di Luca Pieracci, basso. Il trio fa il suo debutto presso l’Ulian’s Pub di Trestina nella primavera del 2014, e da lì inizia la sua avventura, concerto dopo concerto. Nel 2015 partecipano al prestigioso concorso europeo dell’Emergenza Festival, arrivando, ancora pressoché sconosciuti al grande pubblico, alle finali della sezione umbra presso l’Afterlife di Perugia. Dopo questa esperienza, che dimostra il valore del Progetto, capace di unire grande tecnica ed originalità ad un risultato godibile e coinvolgente per il pubblico, i tre decidono di allargare la loro famiglia con l’arrivo di Tiziana Fiorucci, sassofono e sintetizzatore, presentandosi per la prima volta come quartetto il 7 agosto 2015 in concerto al Parco Roccolo di Sangiustino. Da allora il gruppo ha cominciato a ridurre progressivamente le sue apparizioni in pubblico (menzione d’onore per performance come quella insieme ai Voldo presso il locale Wave di Misano Adriatico) al fine di mettere mano alla produzione del loro primo disco, uscito ufficialmente lo scorso 15 aprile.
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Lo stile e il genere di musica del Progetto Umami non è d’immediata collocazione, essendo sincretico di varie influenze, tra cui Dance, Funk e Jazz, ma la vena Progressive prevale con chiare citazioni ai gruppi fondatori di questa scuola (quali Yes, King Crimson e Rush) ma con un tono più moderno (rifacendosi ad artisti più recenti quali i Porcupine Tree), delle caratteristiche tecnicamente avanzate e stilisticamente ricercate e raffinate, con un uso non comune del tempo: basti pensare al brano “Setteottavi” che è effettivamente un brano in 7/8, un tempo dispari sul quale la band riesce a creare e spaziare senza difficoltà, e con la ricerca di suoni e melodie sempre nuove, come la scelta del sassofono quasi a voler contrastare i suoni taglienti, duri e pesanti di chitarra, basso e batteria.

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Cosmodromo (il cui nome, che indicherebbe le stazioni di lancio dei missili spaziali, già richiama l’atmosfera cosmica e fantascientifica dell’album), pur essendo solo un primo EP, presenta già una spiccata maturità non solo nell’esecuzione ma anche negl’intenti, proponendosi un obiettivo molto impegnativo: produrre musica originale di alta qualità senza far uso delle parole, e riuscire lo stesso a risultare coinvolgente. Il rifiuto della verbalità nell’opera non è da intendersi solo come un modo per lasciare più spazio ai virtuosismi, ma come un esperimento per cercare nuove forme di comunicazione: infatti i brani proposti hanno tutti un tema che vuole richiamare un determinato oggetto, pensiero, sfera emotiva o sentimento nella mente dell’ascoltatore, solo che per farlo usano la grande e sconfinata capacità evocativa della musica, che in certi casi può essere anche più eloquente delle parole stesse. D’altronde, come disse il pittore inglese Edward Hopper:

“se avessi avuto le parole, non avrei dipinto”

come a voler dire che suonare, come dipingere, non è altro che un modo per esprimere qualcosa che non si riesce a fare a parole.

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Il risultato di arrangiamento e registrazione dell’album è pressoché perfetto, con menzione particolare per il i brani “Sogun”, che apre l’EP, e per “Killswitch, considerabile come il primo singolo estratto in quanto già da tempo disponibile in rete, da cui si evince il grande lavoro fatto in sala prove dalla band e in studio dall’ingegnere del suono Gabriele Dolfi.

La cosa più bella che ho potuto notare durante la serata di presentazione è stata il fatto che la band, oltre al materiale registrato, ha già molti altri brani conclusi o in cantiere, e questo ci lascia sperare molto bene per il prossimo futuro, cosa che ci auguriamo molto caldamente.
Potete seguire il Progetto Umami su FacebookYouTube e Soundcloud. Sempre da Facebook sarà possibile chiedere informazioni per l’acquisto dell’EP.

Un saluto a tutti, Nicolò Guelfi

 

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About Nicolò Guelfi

Sono uno studente di filosofia presso l'Università degli studi di Siena. Mi sono diplomato presso il liceo scientifico "Città di Piero" di Sansepolcro (AR). Appassionato ascoltatore e musicista, spero di poter mettere al servizio dei lettori la mia personale esperienza per aiutare tutti ad approfondire e divulgare la conoscenza della musica "di qualità", perché, parafrasando Oscar Wilde, non ha senso operare altre discriminazioni se non quella tra "musica fatta bene" e "musica fatta male".

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