“Auditorium”: “Nos somos Manovalanza de Italia!” – Recensione di “La Buena Onda” ed “eSkala México Tour 2015”

 


Cari lettori,
Dopo una pausa forzata a causa d’impegni accademici, la rubrica ritorna con un argomento un po’ atipico: parliamo infatti di un DVD e di un libro, ideati, scritti e interpretati dai mitici e già citati amici Manovalanza (qui l’intervista), band Ska-core valtiberina attiva dal 2006. Le due opere trattano del tour che li ha visti protagonisti nell’agosto del 2015 in Messico, tra la megalopoli della capitale, il deserto della periferia e il mare del Caribe.

 

Partiamo subito col dire che la storia già di per sé si presenta come incredibile e paradossale: Un gruppo di veri e propri personaggi valtiberini sempre al limite tra il genio e la follia, problemi e psicosi varie, provenienti dalla piccola provincia italiana, arrivano, dopo anni di duro lavoro, fra lo stupore generale, a esibirsi e portare la propria musica in un tour di 10 date in 2 settimane dall’altra parte dell’oceano.
Comprensibilmente stupefacente, converrete.
Di fronte a tanto giustificato stupore, per provare a spiegare questo fatto tanto straordinario e cercare di raccontarne gli sviluppi e i dettagli, i nostri eroi si sono armati di tutto punto, portando con loro la troupe della “Low Party Prod.”, associazione di produzione video famosa in valtiberina, per effettuare le riprese di quello che poi è diventato il DVD “eSkala Mèxico Tour 2015″, un lavoro a metà tra il reportage/documentario e il film-concerto ricco d’interviste, riprese dei luoghi e filmati delle esibizioni.

Il DVD, molto ben realizzato sotto il profilo tecnico e difficile da catalogare sotto un genere stilistico preciso, permette agli spettatori, anche ai “San Tommaso” più scettici, di vedere, credere e toccare con mano la realtà cui sono andati incontro i protagonisti, tra locali e festival, palchi improvvisati ed enormi, interviste in radio e post concerto, registrazioni presso gli studi di “Impacto Records” (etichetta discografica che ha organizzato le date e che si è occupata della distribuzione di dischi e merchandising sul territorio) in un crocevia di luoghi e situazioni diversissimi al limite del paradossale. Le immagini del reportage si alternano alle interviste fatte ai componenti della band presso il Parco Roccolo di San Giustino, dove, tornati vincitori in patria, fanno da voce narrante descrivendo e commentando quanto accaduto, anche i fatti più incresciosi, in maniera comica e disinvolta, durante il viaggio.

Assieme al video si accompagnano inoltre le parole scritte da Mattia Bernardini, frontman della band, nel libro “La Buena Onda”, edito dall’autore stesso attraverso la piattaforma online “Streetlib Write” e pubblicato il 12 febbraio 2017. L’opera, che consiglio di accompagnare alla visione del DVD per una maggiore consapevolezza e comprensione, è importante e complementare in quanto serve ad esprimere tutto ciò che le immagini non possono fare, ovvero i sentimenti, i pensieri, le emozioni, i dubbi, le incertezze, le riflessioni che hanno accompagnato tutta questa folle impresa, riportandoli in maniera limpida e sincera nelle quasi 200 pagine del libro. “La Buena Onda”, così come il DVD, non è catalogabile sotto un genere stilistico preciso, si muove tra i generi del diario e del libro di viaggio, quasi un “diario di bordo aperto”, alternando momenti introspettivi di soliloquio con aperte domande e spiegazioni per il lettore. Nato come una costola del più ampio progetto della biografia della band, ma sviluppatosi tanto da divenire un’opera a sé stante (un po’ come “La Storia della Colonna Infame”, nata come parte della scrittura dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni e poi resa un testo autonomo), il libro è scritto in una prosa essenziale, simile a un parlato depurato dal dialetto che cerca di riportare in maniera chiara i mille pensieri dell’autore, ma pur sempre ricco di espressioni tipiche della “lingua” dei Manovalanza (vedi “siamo carichi”, “battute gravissime” e “tritare ogni cosa”) e di modi di dire messicani (come “vamos a bailar, cabrones!”). Nella sua semplicità lessicale, strutturale e sintattica, “La Buena Onda” riesce pienamente nel suo intento: generare empatia nel lettore trasportandolo nei luoghi narrati e facendogli vivere le stesse emozioni dei protagonisti.
Consiglio vivamente la visione del DVD e la lettura del libro, che sono in grado di strappare un sorriso e attrarre tutti gli appassionati del mondo della musica, ma li consiglio anche per il valore umano che sono in grado di trasmettere:
Analizzando le due opere, si può evincere un insegnamento molto importante che dovrebbe valere per tutti in ogni professione e contesto, ma soprattutto nel mondo della musica: la passione e il duro lavoro sono le uniche cose che hanno un valore tangibile. I Manovalanza ce lo hanno dimostrato, dopo anni di rifiuti e scarsa attenzione mediatica loro non hanno smesso di impegnarsi e lavorare perché la passione è una ragione più forte del rifiuto e il duro lavoro è il giusto mezzo per arrivare al successo, che loro si sono guadagnati arrivando a valicare l’Atlantico pur di trovare un pubblico interessato alla loro musica.
(Anche se ancora non trovo possibile che qualcuno abbia davvero suonato “Skatorbia” ai Caraibi…)

Se l’articolo vi è piaciuto e volete saperne di più potrete acquistare libro e DVD, oltre ovviamente al loro ultimo album “Tragicomìa” e a tutti i loro precedenti lavori, domani sera, sabato 4 marzo, presso la discoteca Clover di Lama, altrimenti ordinandoli all’indirizzo email mattiamanovalanza@gmail.com

Un saluto a tutti, Nicolò Guelfi.

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About Nicolò Guelfi

Sono uno studente di filosofia presso l'Università degli studi di Siena. Mi sono diplomato presso il liceo scientifico "Città di Piero" di Sansepolcro (AR). Appassionato ascoltatore e musicista, spero di poter mettere al servizio dei lettori la mia personale esperienza per aiutare tutti ad approfondire e divulgare la conoscenza della musica "di qualità", perché, parafrasando Oscar Wilde, non ha senso operare altre discriminazioni se non quella tra "musica fatta bene" e "musica fatta male".

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