“Auditorium”: MONOGRAFIA – Elio e le Storie Tese, Atto II

Cari lettori,
Ci eravamo lasciati parlando della band di bellimbusti che ha fatto sorridere ed emozionare almeno due generazioni d’italiani. Li avevamo però lasciati nel momento più triste della loro carriera, dopo la terribile perdita dell’amico Feiez.
Oggi però io e l’amico Andrea vogliamo raccontarvi di come essi non si siano arresi all’aranciata amara che la vita li ha costretti a bere e di come essi abbiano saputo ritornare sulle scene più forti e determinati che mai, per farci sorridere ed emozionare ancora.
Correva l’anno 1998…

Colpiti dal lutto nel punto più alto della propria carriera (sulla scia di Sanremo, il Tour USA, il nuovo album, la partecipazione fissa al programma “Mai Dire…”) gli Elio e le Storie tese si ritirano dalle scene per un anno, durante il quale incontrano ed iniziano il sodalizio con il loro attuale secondo tastierista Antonello Aguzzi (Soprannominato “Jantoman“).
Il limbo e il dubbio sul da farsi si stagliano inesorabili, nessuno sa se e quando la band calcherà ancora i palchi, ma improvvisamente nel 1999 avviene il grande ritorno:
Esce l’album “Craccracriccrecr“, dedicato da tutto il gruppo a Feiez, annunciato dal singolo “Evviva/La visione” (censurato dalle radio per espressa scabrosità), e da cui è tratta anche la canzone che da anni ci permette di vestirci da Zorro e giungere freschi all’afterhour: “Discomusic” (CHE STORIA!).

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Avviene anche la svolta al “WWW” e viene lanciato il loro sito web ufficiale elioelestorietese.it. Inoltre, sul finire del vecchio millennio, pubblicano la colonna sonora del film della Gialappa’s Band intitolato: “Tutti gli uomini del deficiente“, che vede la partecipazione anche di Lucio Dalla e Raffaella Carrà (rispettivamente nei brani Psichedelia Presidance).

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Il ritorno fa scoprire una band certo provata, ma maturata e rafforzata, e, dopo la pubblicazione di un concerto su cassetta e di un disco live noti come “The Lugano Tapes” e “Made in Japan: live at Parco Capello”, gli Elii, senza dormire sugli allori, ritornano in studio.
Nel 2003 esce l’album “Cicciput“, il quale segna definitivamente la svolta stilistica tra il primo ed il secondo periodo della band (considerando che il precedente album era stato iniziato assieme a Paolo Panigada), ottenendo un grande successo grazie ai brani “Shpalman®” e “Fossi Figo“, cantata assieme a Gianni Morandi (non più ragazzo che amava i Beatles e i Rolling Stones ma non ancora nemmeno osannata web star).

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Il disco suona molto bene, si sentono ancora delle discrete perle tecniche e ci sono brani che, seppur meno famosi dei singoli citati in precedenza, meritano una particolare attenzione: nella fattispecie, è il caso di “Pagano“:

È o non è strano? Scommettiamo che non riuscite a tenere il tempo… Nemmeno la giuria del Festival di Sanremo ci è riuscita, tant’è che ha escluso il brano dalla competizione del 2003. Noi invece sì, ma non perché siamo dei geni incompresi o super-uomini (anzi, Supergiovani): siamo semplicemente andati a lezione da chi ne sa più di tutti: Faso!

Che tatto, che maestria, che mani che ha quest’uomo… Vorremmo perdere un sacco di tempo a parlare solo di lui, ma per il bene di tutti andiamo avanti:

Dal tour promozionale di Cicciput nasce l’idea di registrare, masterizzare e vendere in tempo reale CD contenenti le performance del gruppo ai fan alla fine del concerto, noti come CD Brulé. L’iniziativa si risolve nel cofanetto “Il meglio di Ho fatto 2 etti e mezzo, lascio?” del 2004, nei successivi “Grazie per la splendida serata” e “Qualità oro” del 2005 e in “Emozioni fortissime” del 2007; quest’ultimo contiene, tra gli altri, ben tre canzoni che verranno poi inserite nell’album successivo… Volete sapere quali? Abbiate pazienza.
Nel 2007 Gli Elio e le Storie Tese registrano la pubblicità per l’amaro Cynar: “L’amaro vero ma leggero!” e che dire… Ci riteniamo “addicted” da quel momento. Non tanto all’alcool quanto ai carciofi… Mai provati nella pasta?


Nel 2008 avviene la pubblicazione di “Studentessi“: qui già si comincia a distinguere il sound attuale dal gruppo (più pacato, meno radicale nelle scelte stilistiche e testuali ma invariato nella grandiosa capacità tecnica di tutti i membri) grazie anche all’arrivo in pianta stabile della cantante Paola Folli (già presente come corista a partire da “Cicciput”) a dare manforte al Complessino, fino a quel momento fortemente accusato di maschilismo e misoginia.

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L’album che contiene il brano “Parco Sempione“, nel cui videoclip partecipa anche l’artista Marcello Macchia (meglio noto come Maccio Capatonda), che racconta la vicenda della distruzione di un’area del noto parco milanese (Bosco di Gioia) a causa di una decisione presa dalla regione Lombardia nella persona di Roberto Formigoni. Rocco Tanica, per protesta, ha praticato per diverse settimane lo sciopero della fame.

Lo spot della Cynar citato in precedenza, tra l’altro, è un preludio ad una canzone presente all’interno di “Studentessi” chiamata “Gargaroz“. Sempre in questo album è presente un altro brano a cui è legata una curiosità: “Supermassiccio“, infatti, è il titolo con cui è stato pubblicato un pezzo che in realtà si sarebbe dovuto intitolare “Buco Nero Supermassiccio“, ma che a quanto pare risultò vagamente somigliante al titolo di un altro pezzo, di un altro gruppo, di un’altra nazione… Di un altro livello:

Da menzionare anche “Il congresso delle parti molli” e “Indiani (a caval donando)“, che sotto i titoli di “Buco del membro” e “Amico Cheyenne” rappresentano 2 delle 3 canzoni già presenti in “Emozioni fortissime”  (l’altra è “Parco Sempione”. Vedete? Avere pazienza ripaga!)

Dopo aver pubblicato, nel 2009, una pregiatissima raccolta in forma orchestrale (sulla scia di altri grandi gruppi Hard & Heavy quali Deep Purple (che figata!) e Metallica) dei loro più grandi successi (“Gattini” è il nome), Elio e Le Storie Tese si prendono una vacanza dagli studi di registrazione: in questo periodo continuano tuttavia a girare l’Italia durante diversi tour, l’ultimo dei quali battezzato “Enlarge Your Penis Tour” (2012). Da tale esperienza si scoprono alcuni brani freschi di composizione che inevitabilmente sanciscono la nascita, di lì a poco, di un nuovo album.

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Dopo aver partecipato per la seconda volta a Sanremo (arrivando secondi e, ahimè, non riuscendo a cogliere il tanto agognato obiettivo del quarto posto) con “Dannati Forever” ma soprattutto con “La Canzone Mononota“, che seppe replicare il successo “Terra dei Cachi” riportando gli Elii sulla bocca di tutti, il 7 maggio 2013 esce il penultimo disco di inediti finora inciso: “L’Album Biango“.

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La copertina richiama quella dei Beatles, (nonostante gli Elii abbiano più volte rigettato questa tesi) così come il nome che però è anche autoreferenziale (“Biango” è il colore con cui scrive il pennarone in “T.V.U.M.D.B”… 1996, “Eat The Phikis”, ricordate?), oltre ad indicare il colore dell’ALBUMe dell’uovo… Un po’ contorto, ma ci piacciono così.
Parlando dei contenuti, nel disco sono ovviamente presenti le canzoni sanremesi, ma non è su quelle che dovrebbe vertere l’attenzione dell’ascoltatore: più interessante risulterà un pezzo totalmente strumentale composto a più mani dal Complessino e nientepopodimeno che dagli Area, noto (ovviamente, all’estero) gruppo progressive rock italiano degli anni ’70.
Il brano si chiama “Reggia (base per altezza)“, e anche in questo caso il titolo è contorto ma geniale:

  • una reggia è la dimora (base) di un re ((sua) altezza);
  • in geometria, “base per altezza” (bxh) è la formula per calcolare l’area di un rettangolo;
  • per l’appunto, a suonare questo brano sono proprio gli Area.

Complicati in tutto e per tutto ma, ancora una volta, ci piacciono così. A seguire, il tributo che gli Elii hanno voluto porgere agli Area, presente anch’esso presente nel disco:

Altre tournèe, un altro greatest hits che fondamentalmente ingloba tutti i precedenti (chiamato, guardacaso, “Dei megli dei nostri megli“, uscito nel 2014) e la rimasterizzazione dei primi 3 CD sono ciò che per i successivi 3 anni gli Elii ci offrono, in attesa di una notizia che spiazza tutto il pubblico, in parte seguita da smentite e ritrattazioni:
Il 2016 è l’inizio della fine per Elio e le Storie Tese.
Innanzitutto, dichiarazioni tutt’altro che scherzose vengono rilasciate da Rocco Tanica in una intervista per la R.S.I., nelle quali dice di essere intenzionato ad abbandonare il palcoscenico a causa dei disagi psicologici e fisiologici che nel corso degli anni lo hanno lentamente consumato. Il posto di Tanica durante i concerti degli EelST verrà ricoperto dall’amico e già collaboratore da anni Vittorio Cosma (noto tra le altre cose per essere l’autore della sigla del programma “I Cesaroni”).
A seguire, hanno cominciato a circolare sempre più frequentemente voci in merito al possibile scioglimento del gruppo: voci poi rimodellate dai membri della band, pronta a comporre almeno un altro album seguito da un altro tour prima di abbandonare definitivamente le scene.

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Almeno un altro album, appunto:
Anticipato dalla terza partecipazione a Sanremo nel giro di 20 anni, stavolta con “Vincere l’Odio” (l’esatto contrario di “Perdere l’amore“, tanto per non smentirsi mai), a febbraio di quest’anno si registra il rilascio di “Figgatta de Blanc” (titolo che per l’ennesima volta fa riferimento al mondo della musica, stavolta citando “Reggatta de Blanc” dei Police e con una copertina che ricorda molto quella dell’album “Three of a Perfect Pair” dei King Crimson), decimo album in studio della carriera del Complessino.

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Il disco inizia con la decisa svolta funky di “Vacanza Alternativa“, che va a sfumare lasciando posto ad un rock più disimpegnato ma comunque di grande spessore, e la canzone “Ritmo sbilenco” ne è la prova ( che poi, disimpegnato… Anche qui solo battere le mani è roba da professionisti!). Menzione speciale per “Il Quinto Ripensamento“, versione disco della quinta sinfonia di Beethoven (già resa celebre da Walter Murphy nel film “La Febbre del Sabato Sera“), introdotta nel disco da un breve siparietto del duo comico Lillo e Greg, e accompagnata da un testo che fa sorgere un dubbio: i protagonisti della storia raccontata nel brano sono gli stessi di “Cara ti amo“, magari dopo quasi 30 anni di convivenza? Chissà, ai posteri l’ardua sentenza.

La vera perla dell’album, però, è una commovente collaborazione postuma: si torna di nuovo nella sfera del rock progressivo, stavolta si parla del Banco Del Mutuo Soccorso; gli Elii hanno voluto tributare la morte di Francesco Di Giacomo, cantante del Banco passato a miglior vita nel 2014, ricamando una melodia memorabile di contorno alle tracce vocali registrate da Di Giacomo nel 2005, in cui la protesta contro i conflitti mondiali è incredibilmente poetizzata attraverso un testo magistrale, come pochi oltre a lui sarebbero stati in grado di comporre.
Dall’unione di queste due forze straordinarie nasce “La Bomba Intelligente“. La canzone ha inoltre vinto il prestigioso Premio Tenco.

All’uscita del disco segue un tour che attraversa tutta la penisola in lungo e in largo per un 6 mesi noto come il “Piccoli Energumeni Tour” e si conclude, indovinate un po’, con un altro tour:
Il 14 ottobre 2016 gli Elio e le Storie Tese annunciano il primo tour europeo in oltre 30 anni di carriera dal nome “Yes, We Can’t!” (in occasione del quale abbiamo deciso di scrivere questo articolo che non ne vuole proprio sapere di concludersi. Ci scusiamo ma il tempo, e i caratteri, volano quando ci si diverte!). La data zero sarà Parma il 23 Febbraio, e poi proseguirà nel mese di Marzo per tutto il continente toccando Budapest, Berlino, Colonia, Mainz, Città di Lussemburgo, Amsterdam, Bruxelles, Londra, Parigi, Madrid, Barcellona, Zurigo e Lugano.

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Giunti come siamo al tempo presente, è giusto però spiegare, qualora questa infinita odissea non ve lo avesse ancora fatto capire, perché a nostro avviso gli Elio e le Storie Tese sono la più grande Rock band vivente del nostro paese:
Essi esprimono con veracità e genuina simpatia quello che la musica dovrebbe essere.
Simpatia, tecnica ma soprattutto lavoro duro sono tutto ciò che quest’arte così nobile dovrebbe insegnare agli ascoltatori: anche se si è studiato e lavorato tanto per raggiungere risultati notevoli, l’unica cosa giusta da fare è non prendersi mai troppo sul serio. In un universo parallelo i nostri eroi sarebbero potuti essere “semplicemente” maestri in conservatorio, ingegneri, musicisti Jazz, comici, vocal coach, insigni filosofi, compositori per altri e chiudersi nella propria torre d’avorio. Invece hanno deciso di essere tutto questo ma anche molto di più: di essere una vera band, che è un po’ come una famiglia, che ci ha regalato performance stupefacenti ed esilaranti per oltre tre decenni e che, speriamo, possa non smettere mai.

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Concludiamo questo articolo nel solo modo possibile: i nostri amici sono soliti concludere i propri concerti con coro presente alla fine della canzone “Tapparella”, che sono soliti dedicare al loro amico scomparso Paolo “Feiez” Panigada. Così faremo anche noi:


FORZA PANINO!

Un saluto a tutti, Nicolò e Andrea.

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About Nicolò Guelfi

Sono uno studente di filosofia presso l'Università degli studi di Siena. Mi sono diplomato presso il liceo scientifico "Città di Piero" di Sansepolcro (AR). Appassionato ascoltatore e musicista, spero di poter mettere al servizio dei lettori la mia personale esperienza per aiutare tutti ad approfondire e divulgare la conoscenza della musica "di qualità", perché, parafrasando Oscar Wilde, non ha senso operare altre discriminazioni se non quella tra "musica fatta bene" e "musica fatta male".

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