Auditorium: Manovalanza – Anancasmi

Cari lettori,
Oggi, per la gioia di tutti, torniamo a parlare di nomi e facce già note a questa rubrica che sono tornati per inquinare l’etere con rinnovata grinta ed energia grazie al loro ultimo lavoro in studio: stiamo parlando degli amici Manovalanza con il loro nuovo album “Anancasmi”!

Il disco si presenta come un concept album di 7 tracce incentrato sul tema dei disturbi ossessivo-compulsivi (lo stesso titolo “Anancasmi” fa riferimento ai comportamenti sintomatici delle persone affette da tali patologie) e vuole raccontare con scanzonato umorismo ma anche con crudo realismo la condizione di tutte quelle persone “affette da disturbi vari ed eventuali” come dice DJ Pek nell’intro dell’ultimo brano “Un minuto di versi”.

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Il disco, uscito negli store digitali il 31 luglio 2017 e presentato ufficialmente in concerto lo scorso 5 agosto presso il Parco Roccolo, a distanza di soli 16 mesi dal precedente “Tragicomìa”, presenta il complesso in ottima forma, con ottimi testi e arrangiamenti, capace di non risultare mai scontato o banale. Si tratta di un lavoro corale, risultato di un grande impegno di gruppo dove ogni elemento emerge degnamente, e vede inoltre anche le collaborazioni di altri due artisti: il cantante e chitarrista Antonio Santi, in arte N’to Stina, e il cantante e bassista Nicola Pecorari, frontman della band “Le Scimmie Eclettiche”, che partecipano entrambi al brano di apertura “Non per tutti”, scritto per criticare tutti coloro che si divertono ad ostentare i propri problemi lamentandosi sterilmente quando invece fuori ci sono persone che soffrono davvero.

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La seconda traccia è “Mondo liscio”, brano che ha ispirato la cover dell’album disegnata dal fumettista Matteo di Giacomo, che parla della fobia di camminare sulle superfici composte di piastrelle rettangolari (e, concedetemi un commento personale, qui si parla di arte pura).

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L’album prosegue con la terza traccia, “Tremore”, che descrive quel senso di turbamento e inquietudine pronto a deflagrare in qualsiasi momento.

Al quarto posto troviamo quello che io personalmente considero la perla dell’album: “Vestiti usa e getta”, brano della durata di 6 minuti e 15 secondi (il più lungo mai pubblicato dalla band) che descrive con minuzia di dettagli e particolari il disagio del contatto fisico e il bisogno compulsivo di pulizia e igiene. Dopo un delicato intro di basso, parte il racconto a due voci, quelle del chitarrista Mattia e del batterista Marco, su tutti gli spiacevoli episodi cui venga incontro chiunque soffra di tali ossessioni, cui si aggiunge un intermezzo parlato dello speaker radiofonico Simone Pacini, fino ad arrivare al verso incredibile:

“Chi parla e spiega muovendo le mani / non sa che lo temo più del domani”.

Genio allo stato puro.

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Al quinto posto troviamo “Musica dell’acqua calda” che racconta il desiderio di poter ordinare tale insolita bevanda senza imbarazzo nei bar e nei pub, ma preferendo alla fine i distributori aperti 24 ore per l’assenza d’intermediari.

Il sesto brano è “La próxima herida”, brano bilingue italiano/spagnolo che ci accompagna tutti, su un ritmo saltellante, “verso la prossima bega”.

L’album si chiude con il congedo “Un minuto di versi” composto da 20 secondi di introduzione dello speaker DJ Pek e da… Un minuto di versi!

Anancasmi è un ottimo album, con ritmi incalzanti e testi ottimi, arrangiamenti elaborati e piccoli tocchi di puro estro creativo che lo rendono semplicemente eccezionale, con risate e gasamento assicurati! L’ascolto è caldamente consigliato.

L’album è stato registrato in autoproduzione presso lo Studio 73 di Ravenna e distribuito in Messico dall’etichetta Impacto Records.

Un saluto a tutti, Nicolò Guelfi.

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About Nicolò Guelfi

Sono uno studente di filosofia presso l'Università degli studi di Siena. Mi sono diplomato presso il liceo scientifico "Città di Piero" di Sansepolcro (AR). Appassionato ascoltatore e musicista, spero di poter mettere al servizio dei lettori la mia personale esperienza per aiutare tutti ad approfondire e divulgare la conoscenza della musica "di qualità", perché, parafrasando Oscar Wilde, non ha senso operare altre discriminazioni se non quella tra "musica fatta bene" e "musica fatta male".

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