“Auditorium”: L’estate di Sansepolcro, an evening with Raphael Gualazzi

Cari lettori,

Venerdì 14 ho avuto il piacere di assistere a un evento tanto bello quanto singolare: un concerto per solo pianoforte in Piazza Torre di Berta a Sansepolcro (AR), con ospite speciale nientemeno che Raphael Gualazzi.

Grazie al brillante lavoro dell’associazione culturale Kilowatt, autrice dell’omonimo festival iniziato proprio in questa occasione, è stato possibile ottenere la partecipazione dell’artista di Urbino, il quale ha inserito la serata, svoltasi a Sansepolcro, tra le date del suo “Love Life Peace Tour”, che lo porterà in giro questa estate in tutta Italia per promuovere il suo ultimo apprezzatissimo album da cui la tournée stessa prende il nome. La fiducia dell’artista non è stata in ogni caso mal riposta: un’intera piazza piena di persone (registrati 650 posti a sedere) dedicata a un concerto per pianoforte e voce non è di certo una cosa che si vede tutti i giorni!

Fonte: Raphael Gualazzi Official (Facebook)

Nonostante questo tipo di evento potrebbe apparire più consono e appropriato in contesti più ridotti, Raphael Gualazzi si è dimostrato un gigante (non solo grazie alla sua spiccata altezza!), in grado di tenere il palco ed ammaliare il pubblico solo con le sue mani e la sua voce, nonostante la sua ormai nota timidezza che lo rende restio a parlare di sé di fronte alla platea. Parla poco: sono brevi le presentazioni e gli intermezzi fra un pezzo e l’altro ma sceglie bene le parole.

Fonte: Kilowatt Festival (Facebook), foto di Luca Del Pia

Il concerto, della durata complessiva di 80 minuti, si è rivelato piuttosto diverso dalle aspettative, non dedicando particolare risalto ai brani presenti in “Love Life Peace”, ma privilegiando la scelta di brani atti a omaggiare i grandi ispiratori del pianista, quali Fats Waller, Etta James, Ray Charles, Roosevelt Sykes, Nat Gonnella e B.B. King (facile innamorarsi delle sue versioni di “Let him live” e “Key to My Kingdom”).

Il pianista si è però dimostrato eccezionale nel modo in cui ha saputo reinterpretare sé stesso, eseguendo alcuni tra i suoi più grandi successi e ultimi brani in maniera estremamente originale, come una delicata versione di “L’Estate di John Wayne” cantata soffusamente su un accompagnamento lento, una struggente “Sai (Ci Basta un Sogno)”, con una forza e una passione straordinaria, e, come bis finale, una reinterpretazione estremamente elaborata del brano “Disco Ball”, undicesima traccia dell’ultimo album, che passa da brano Dance ad arrangiamento di musica classica moderna.

Da spettatore ho provato un misto di fascino e stupore nel vedere e nell’ascoltare questo ragazzo al contempo così disinvolto sul pianoforte, vestito in completo scuro e scarpe Adidas bianche e così teso nel doversi rivolgere verso un uditorio che già aveva conquistato dopo solo 5 minuti. La sua voce passa dall’essere soffusa e imbarazzata nelle presentazioni ad esplosiva e divampante nei brani, con una forza e una passione straordinaria. Preferisce suonare e cantare e preferisce che il pubblico interagisca cantando con lui o tenendo il tempo con il battere di piedi e mani. Fa capire che non è uno showman, ma un abile artista che può offrire alla platea un valido show. Il suo spazio sul palco si limita al pianoforte ed il suo sgabello. Pare quasi che sia il trono di sicurezze e certezze che dà coraggio a questo ragazzone con la faccia timida da bambino.

L’evento è stato un assoluto successo, sia per l’affluenza del pubblico che per l’organizzazione, ma soprattutto per l’incredibile bravura dell’ospite. Raphael Gualazzi è un artista completo e poliedrico: figlio d’arte (il padre Velio fondò gli Anonima Sound nientemeno che con Ivan Graziani), ha studiato al conservatorio Rossini di Pesaro dimostrando una spiccata passione per Blues e Jazz. Così, dopo averne fatto la diretta conoscenza, tenta di coniugare queste sue esperienze e scopre il Ragtime, i pianisti stride e comincia a scrivere i suoi primi brani in questo stile.

Fonte: Raphael Gualazzi Official (Facebook)

Il primo album risale al 2005, quando il pianista aveva solo 24 anni, a cui sono seguite numerose partecipazioni a festival italiani ed internazionali applaudite dalla critica e poi il successo conclamanto verso il grande pubblico dopo la firma con “Sugar Music” nel 2009. Da allora il tripudio: tre partecipazioni al Festival di Sanremo (in cui ha vinto nella sezione giovani nel 2011), il secondo posto all’Eurovision Song Contest (sempre con il brano “Follia d’Amore”) e il successo pubblicitario, la sua cover di “Don’t Stop” dei Fleetwood Mac diventa colonna sonora degli spot di Eni, “Reality and Fantasy” di Fiat e “Love Goes Down Slow” da Telecom. La sua capacità di cantare disinvoltamente sia in Inglese che in Italiano gli permette anche di ambire al mercato internazionale, cosa difficilissima per un artista del nostro paese, riscontrando un discreto successo anche all’estero.

Gualazzi potrebbe rivelarsi l’eterno fanciullo della musica pop contemporanea: impara la lezione dei grandi maestri della pellicola come Fellini e Chaplin ricercando sempre il senso di meraviglia, la voglia di tenerezza e comunicandole con la formazione da musicista. Sa che la semplicità di esprimersi è una grande forza e, a dispetto del nome, richiede molti sforzi e dedizione per trovare quelle poche ed essenziali azioni per colpire i sensi degli spettatori. Gualazzi potrebbe esser quella sana fusione fra pop e musica d’autore che da troppo non porta il nome dell’Italia come sinonimo di qualità all’estero, cosa paragonabile a dei Battiato e Alice con la loro “I treni di Touzer” dell’84 se non addirittura a Modugno con “Volare”. E noi glielo auguriamo, assieme a tanta fortuna.⁠⁠

“Love Life Peace” è il suo quarto ed ultimo lavoro in studio, uscito a settembre 2016 e recentemente ripubblicato in versione deluxe per il mercato internazionale, forte del nuovo trascinante singolo “La Fine Del Mondo”. Il disco, che dimostra ancora una volta l’eclettismo dell’artista, è già diventato disco d’oro. Ve ne consiglio l’acquisto, assieme ovviamente a tutti i precedenti lavori dell’artista!

Un ringraziamento speciale va ad Andrea Pecorari e Yuri, senza i quali non solo non avrei potuto assistere allo spettacolo, ma non avrei neanche potuto scrivere questo articolo.

Un saluto a tutti, Nicolò Guelfi.

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About Nicolò Guelfi

Sono uno studente di filosofia presso l'Università degli studi di Siena. Mi sono diplomato presso il liceo scientifico "Città di Piero" di Sansepolcro (AR). Appassionato ascoltatore e musicista, spero di poter mettere al servizio dei lettori la mia personale esperienza per aiutare tutti ad approfondire e divulgare la conoscenza della musica "di qualità", perché, parafrasando Oscar Wilde, non ha senso operare altre discriminazioni se non quella tra "musica fatta bene" e "musica fatta male".

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