#ATuPerTu Con Macadoco

#ATuPerTu Con Macadoco

14 Febbraio 2019 Di Haron Dini

#ATuPerTu con l’originale YouTuber Macadoco, esperto ed appassionato di vinili:

K: Ciao Marco, Per noi è un grande piacere fare quattro chiacchiere con te. Innanzitutto come sta procedendo il tuo canale YouTube?

M: Hola, il canale sta procedendo inaspettatamente bene. Certo in Italia i canali di vinile procedono molto a rilento rispetto al resto del mondo, USA soprattutto, ma molta gente sta iniziando ad apprezzare il genere e a entrare nel vivo dell’argomento. Mi ha sorpreso soprattutto l’incredibile affluenza di iscritti durante il mese di gennaio dove per problemi tecnici non ho potuto pubblicare niente, indice che le cose vanno bene.

K: Come è nata l’idea di parlare di vinili? E cosa ti ha spinto a usare proprio YouTube come mezzo?

M: L’idea di parlare di vinili e di farlo su YouTube nasce dal desiderio di unire due mie forti passioni, ovvero il mondo della musica (specialmente vinile) e il mondo dell’editing video (ne sono un forte appassionato sin da quanto avevo 7/8 anni). Inizialmente il canale YouTube lo avevo aperto come semplice sfogo per montaggio, facendo video totalmente a caso che, riguardandoli adesso, mi mettono un po’ in imbarazzo se devo essere sincero. Ad esempio vecchi video “comici” da sedicenne e qualche video della serie “React”, dove facevo reaction a videogiochi, siti web e video vari. A questi aggiungevo gli “In Poche Parole”, un format preso paro paro dal buon Karim Musa e trasmigrato dai film agli album. Andando avanti notavo che i video in cui parlavo di musica erano quello che preferivo, quindi mi sono informato sulla presenza di canali incentrati sul tema, trovando ad una prima ricerca solo materiale straniero. Da qui l’idea di mollare quelle serie sfogo e iniziare a parlare di musica e vinile.

K: Sappiamo che hai già un pubblico numeroso. Come si relazionano i tuoi fan al lavoro che fai?

M: È raro incontrare qualcuno che mi riconosce, prevalentemente nelle mie zone e soprattutto nella mia vecchia scuola molta gente mi conosceva per il canale. Uno mi chiese addirittura un autografo su un cartone della pizza nel mezzo di una vera e propria bufera di neve… giuro tutto vero. Ci son state anche persone che mi hanno chiesto delle foto e ne sono sempre stato più che felice oltre che molto sorpreso. Mi sembrava stranissimo che la gente volesse fotografarsi con me ma ne ero estremamente onorato. Su YouTube le cose sono tendenzialmente normali, c’è chi mi sostiene sempre, chi fa delle osservazioni accurate, chi delle critiche più o meno costruttive e chi mette dislike, come per qualunque altro canale. Può sembrare poco ma, per una persona che ci mette quello che ci mette per un video (si parla di molte ore, a volte giorni), ricevere ogni tipo di feedback è incredibile.

K: È un fatto conclamato che oggi la fruizione della musica passa ormai quasi esclusivamente attraverso internet e i supporti fisici rappresentano il passato. I vinili però hanno costituito un caso particolare, subendo un revival assolutamente impensabile qualche anno fa. Come giustifichi questo fenomeno?

M: Il ritorno del vinile per molti è inspiegabile. Secondo me è un misto di fattori che rendono il vinile un oggetto di culto. In primis c’è il fattore nostalgia, il fatto di avere un prodotto fisico. Lo devi mantenere con così tanta cura e spendi in media più che per digitale e CD, ciò lo rende di per sé già un oggetto affascinante. C’è anche il fattore cover. Spesso molta gente prende i vinili anche solo per avere una versione stampata più grande della cover del proprio album preferito. Aggiungiamo il fattore collezionismo (quindi la ricerca di dischi particolari, edizioni particolari, colori particolare etc…) e la frittata è fatta. A breve lo stesso concetto, ma con punti a favore diversi, sarà applicato alle audiocassette, che negli Stati Uniti sono tornate in voga e lentamente anche in Italia si sente un ritorno. Qui più che altro conta il non essere un supporto dispendioso, l’essere portatile, la creazione di mixtape e il fatto che molti della mia generazione hanno iniziato proprio con le cassette.

K: Curiosità: quanti vinili possiedi nella tua stanza? (Anche io sono un collezionista, però di CD)

M: Per ora, se non contiamo cofanetti, cd e singoli, saremo sui 200 album in vinile. CD ne ho pochi, sulla cinquantina scarsa collezione comunque cresce tanto ogni mese, ho contato una media di circa 7/8 vinili al mese che si aggiungono al mucchio. Non pensate che sia ricco sfondato, sono molti anni che colleziono, circa 6 ormai, ho iniziato pianissimo con un disco ogni due mesi e poi piano piano si cresce. Tendenzialmente ancora adesso compro dischi solo se sono in sconto o in preordine dalle liste desideri di Amazon. Ciò mi permette di prendere sempre una buona quantità senza spendere un capitale.

K: Questa passione del collezionare vinili da dove nasce? È stato qualcuno in particolare a trasmettertela?

M: Fin da piccolissimo ero affascinato dai supporti musicali, di tutti i tipi, ma il vinile in primis. Mia zia ne aveva un po’ e durante le riunioni di famiglia a casa sua stavo seduto ore a fissarli, a ispezionarli e ovviamente ad annusarli (erano vinili molto vecchi con il caratteristico odore che tutti associamo al vinile). Ho iniziato alla fine del 2012 quando una amica di mia madre mi ha prestato due dischi del fratello dopo che ero venuto a conoscenza che ne era in possesso. Questi erano un album e un live del mio gruppo preferito in assoluto, gli storici Pink Floyd. Più precisamente Wish You Were Here e il Delicate Sound Of Thunder. Mi feci prestare il giradischi da mia zia (un giradischi piuttosto scadente da supermercato, stile all-in-one) e li ascoltai a ripetizione per mesi e mesi. Poi comprai il mio primo disco ad una fiera (la 1° singles collection dei Beatles). Successivamente scoprii che intorno alla mia zona di negozi di dischi non ce n’erano molti. L’unico, in centro a Como, era decisamente caro. Scoprii poi Amazon, comprandoci il mio primo vinile online (che era Discovery dei Daft Punk). Da lì non mi ha fermato più nessuno.

K: Che cosa ascolti in particolare? C’è un genere musicale che t’ispira particolarmente oppure sei open minded da questo punto di vista?

M: Mi sono sempre difinito tendenzialmente eclettico, molto opemminded. Ascolto moltissimi generi, tanto che etichettare generi precisi mi viene quasi difficile. Tendenzialmente evito la musica Metal (che apprezzo concettualmente ma è troppo forte per i miei gusti), la Trap e la musica Reaggetton (mi danno abbastanza fastidio). Se dovessi proprio scegliere un genere preferito direi che sono fortemente combattuto tra Post-Rock (tipo Godspeed You! Black Emperor, This Will Destroy You, Explosion in the Sky e molti ci catalogano anche i Sigur Rós) e l’Electro Swing (tipo Swingrowers, Caravan Palace, Parov Stelar è così via). Apprezzo molto l’alternativa pop/rock (tipo The xx, Vampire Weekend, Black Keys, Coldplay, Karen O) e il Jazz (soprattutto Nina Simone ed Ella & Louis). Ma in testa sempre loro, i Pink Floyd, specialmente Meddle, il mio disco preferito in assoluto. In Italia seguo tantissimo l’ambiente Indie (tipo Calcutta, Rappresentante di Lista, Officina della Camomilla, Eugenio in via di gioia, Pinguini tattici nucleari, Motta etc…).

K: Possiamo avere qualche notizia sulle prossime uscite in programma sul tuo canale?

M: Avendo riparato il computer posso finalmente ritornare a fare video. Ho intenzione di riprendere con gli Update (quindi video dove parlo dei dischi che mi sono arrivati negli ultimi mesi), fare altre Live Listening, continuare i Mixtape personalizzati e aprire una nuova sottoserie dedicata a impianti, giradischi e in generale tutti i mezzi per ascoltare musica.

K: Noi della redazione Koinervetti ci auguriamo che il tuo canale possa crescere perché è assolutamente valido. Ci potresti fare un saluto?

M: Yep. Un salutone a tutti quanti e a tutta la redazione di Koinervetti dal vostro Macadoco di fiducia da consumare responsabilmente!

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