#ATuPerTu con i Daryma

Prosegue la rubrica #Koinerview con l’intervista alla rockband toscana: i Daryma.

  • Prima di tutto , come mai la scelta di questo nickname, Daryma?

Daryma è l’unione anagrammata dei nomi David e Mary, i due fondatori.

 

  • Cosa significa la musica per voi?

La musica è l’archetipo principe. Appartiene a tutti, e tutti la usano, soprattutto, per comunicare. Credo che (per non rubarti troppo tempo) alla fine la risposta stia nel motivo per cui ognuno di noi ha deciso di FARE musica, e cioè cercare di far sognare le persone. La musica è una nebulosa di emozioni, dove i sogni nascono come stelle, e in cui tutti si possono rispecchiare. Magia.

 

  • Quale tra i vostri testi vi piacciono di più? Perché?

Questa domanda è un casino, è un po’ come chiedere ad una madre quale figlio preferisce
Però, più che testi preferiti, diciamo che c’è un pezzo a cui siamo più legati, che è “7 Aprile”, uno perché parla della perdita di una persona cara ed è stata scritta in tale occasione, e due perché con quella canzone il duo Daryma iniziale vinse un concorso musicale e da lì è partita questa avventura.

  • Quali sono le vostre ambizioni?

Il nostro desiderio sarebbe quello di riuscire a far ascoltare la nostra musica a più persone possibili, e non tanto per permetterci di vivere di musica, ma soprattutto perché l’arte è e rimarrà sempre comunicazione, spesso anche esigente di essere esibita, e la musica, come un pittore non dipinge solo per se stesso, ha bisogno, per chi la fa, di essere condivisa con più persone possibili.

 

  • Per concludere, che progetti avete per il futuro?

 Per adesso stiamo lavorando ai pezzi nuovi per poterli inoltrare in scaletta, ma magari in giro può esserci aria di album… Vedremo!

 

  • Volete lasciare un messaggio?

Qualche tempo fa vidi un trailer su un film che si chiama Kubo. Parla della storia di un bambino magico che racconta storie con Shamisen ed origami. È bello perché le storie dei personaggi s’intrecciano con le storie dei personaggi raccontate dai personaggi stessi, in un crogiolo di storie uguali ma diverse a seconda del punto di vista di chi la racconta.
Ecco, il messaggio è questo. Siate sempre la storia che più vi piacerà che si racconti di voi.

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