#ATuPerTu con Generic Animal

Prosegue il viaggio introspettivo di Koinervetti nel mondo degli artisti partecipanti del Roccolo Park Festival. Protagonista di un #ATuPerTu anche Generic Animal!

  • K: Com’è stato il viaggio da Arezzo a San Giustino in compagnia dei ragazzi di Arci Alice?
  • G: Andrea (Bomprezzi) si è addormentato! A parte gli scherzi: sono stati molto gentili con la loro Passat, classica macchina “da padre”.

  • K: Perchè la scelta di chiamare te ed il tuo primo album “Generic Animal”?
  • Il nome viene da un mio disegno. Ho sempre disegnato ed avevo chiamato così un mio schizzo che raffigurava un piccolo animaletto, così al momento della scelta del nome ho scelto quello. Volevo avere un mio immaginario che sostituisse nome e cognome. E’ stato un po’ anche come fondere le mie due passioni.

  • K: Nell’Hip Hop c’è una certa connessione visivo-sonora tra disegni e musica. Anche questo ha a che fare con la tua scelta?
  • G:Può essere. Mi piacciono molto le “zarrate”! Quindi sì, c’è una certa connessione tra immagini e musica anche nelle mie produzioni.

  • K: Da dove nasce l’idea di fondere esperienze tanto diverse come emo, cantautorato e trap?
  • G: Originariamente dalla negligenza più totale! Le prime canzoni le ho scritte su Garage Band di iPhone, per poi portarle solo dopo in produzione. Invece gli ultimi pezzi, prodotti da Zollo, sono frutto di Auto-Tune. Quindi l’idea di questa fusione nasce dalla voglia di divertirmi e di esprimere qualcosa. Mi sono sempre piaciuti l’emo, il folk perciò sono andato in questa direzione.

  • K: Come è nato l’ultimo disco?
  • G: Frequentando Zollo ho cominciato a sperimentare con lui,  fino a che lui stesso mi ha proposto di continuare la collaborazione. E’ stata un’idea mutuale in cui la scrittura e la produzione si fondono. Nell’ultimo disco ho cominciato a scrivere i primi pezzi poi rivisti con Zollo mentre altri li abbiamo direttamente scritti insieme.

  • K: Cosa vorresti trasmettere con la tua musica?
  • G: Vorrei trasmettere quello che penso della mia vita, delle persone che amo e di quelle che odio. Le cose più semplici che mi riguardono e su cui mi piace scrivere.

  • K: Quanto conta seconda te la presenza sui social e live?
  • G: Contano tantissimo, allo stesso modo. A me piace stare su Instagram perchè mi diverte, ma non voglio sentirmi “obbligato”. Da un certo punto di vista trovo i social limitanti per il resto della vita pur essendo necessari.

  • K: Il tuo genere musicale rischi di rivolgersi ad una nicchia di pubblico che diventa difficile espandere: hai mai valutato l’opportunità di ampliare i tuoi orizzonti musicali in funzione di aumentare il tuo pubblico?
  • G: No. Non ho mai fatto qualcosa per diventare più famoso anche se capisco e rispetto chi va in quella direzione. Mi piacerebbe collaborare con altri artisti, ma non lo farei per il successo.

  • K: Trovi importante il modo in cui un artista si veste? Quanto conta per te?
  • G: Per me conta tantissimo. I vestiti che indosso me li passa Nike per fare i concerti!

  • K: Per finire, un saluto a Koinervetti?
  • G: Un saluto a Koinervetti! Baci!

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Coordinatore e admin di Koinervetti

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