Ash VS Evil Dead: il male si combatte con motosega e doppietta

Pochi giorni e il 31 ottobre usciranno dall’oscurità le creature più terrificanti e orribili di sempre. No, no tranquilli, non stiamo parlando di gente come Rosario Muniz, Canazzo o Andrea Diprè: è Halloween, non il festival del trash.
La sera ci sarà chi andrà a ballare, chi andrà a fare dolcetto o scherzetto oppure chi lo passerà a casa propria o di amici senza una vaga idea di quello che farà. Per dovere morale e di recensore, non posso che consigliare all’ultima categoria di lettori una serie: Ash VS Evil Dead.

Si è una serie ma tranquilli, in una sera una maratona si fa tranquillamente: la prima serie è composta da 10 puntate meno di 30 minuti l’una. Dal mio canto posso affermare con tutta onestà che al sottoscritto l’horror in se non piace, ma questa serie l’ho finita tutta d’un fiato.
Prendete un Protagonista con la P maiuscola, mettetegli nel carattere tutto quello che vi viene in mente pensando al termine “Americanata” e BOOM, state immaginando Ashley Williams (idiota, sempre fuori luogo ma con le palle quadrate).
Ash non è però un giovincello, la storia di questo personaggio risale al 1981 quando il regista Sam Raimi con suoi due amici, Bruce Campbell(Ash) e Robert Tapert(attore presente nella serie Xena), fecero un cortometraggio che portò alla trilogia (più remake) de The Evil Dead ma conosciuto in Italia con il nome de La Casa.
La trilogia è stata “ampliata” da storie analoghe ma non prodotte da Raimi, seppure copiando il nome e non riferendosi alla storia principale. Questo accadde prima della pubblicazione del terzo capitolo, perciò di conseguenza La casa 3, La casa 4 e La casa 5 non sono propri della serie e il continuo de La casa 2 venne intitolato per forza di cose L’armata delle tenebre. (Bel casino eh?)

Dopo questa piccole curiosità passiamo alla trama: nel primo film Ash(interpretato sempre da Bruce Campbell) passa la notte in un sciale insieme alla sua ragazza Linda e altri 3 amici, che trovano un libro con una faccia in rilievo sulla copertina, il Necronomicon (il “libro dei morti”), da cui escono presenze maligne soprannaturali. I suoi amici vengono uno ad uno posseduti e Ash è costretto ad ucciderli e tagliarsi la mano destra con una motosega (che innesterà nel braccio e si porterà dietro per tutti gli altri episodi). Il 2 è un ponte che unisce il primo film con L’armata oscura, cercando di chiudere eventuali buchi di trama anche se a detta di molti ne crea già nei primi minuti.
Nell’armata oscura Ash deve combattere il male nel passato, per questo è costretto a viaggiare indietro nel tempo.
Forse voi lettori, sentendo la prossima frase, creerete un partito ANTI-Koinervetti ma sappiate che abbiamo dovuto spiegarvi prima il contorno.
La serie è perfettamente godibile senza aver visto la trilogia ufficiale, c’è qualche rimando ai film ma niente di spettacolare
.
Ora, rabbia e odio a parte, qual è la trama della SERIE?
Passati 30 anni dalla prima avventura,Ash legge erroneamente qualche verso del Necronomicon, risvegliando le forze oscure. Dopo una serie di eventi fa squadra (per la prima volta) con due suoi colleghi di lavoro, Pablo Simon Bolivar(Ray Santiago) e Kelly Maxwell(Dana DeLorenzo).
Pablo è un ragazzo sensibile e premuroso mentre Kelly è la tizia tosta del gruppo. Tutto il film è incentrato nella risoluzione del casino commesso da Ash e rispedire all’inferno i demoni fuoriusciti dal libro.

Perché anche se è una serie horror al sottoscritto è piaciuta così tanto? La risposta è semplice: è un continuo susseguirsi di situazioni tragicomiche grazie ad Ash che non perde mai l’occasione di fare una battuta d’effetto e ironica, per non parlare del sangue ed effetti speciali fatti un po’ alla carlona proprio per sottolineare la sua vena comica. Le ultime 3 puntate si fanno un po’ più serie ma l’ironia ritorna a galla nella seconda stagione (al momento ancora in corso).
Quindi se per il 31 non sapevate che fare, ora potete fare affidamento su Ash vs. Evil Dead.

Buon Halloween e mi raccomando: non dimenticate di mettere la benzina nella motosega.

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Un commento

  1. Sempre bello e ben scritto come quello dell’altra volta! Sicuramente saprò cosa fare durante questi giorni di ponte dopo aver “studiato”.

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