Abitudini pericolose

Abitudini pericolose

1 Marzo 2019 Di CoordinatoreAdmin

Non vorrei rischiare di apparire come uno di quei nostalgici della domenica sempre intenti a raccontare quanto fosse più bello il mondo ai loro tempi, quanto le persone non fossero sempre attaccate al telefono, o quanto sia irritante lo sfogo cutaneo che gli causa quella loro allergia al tempo presente, per cui prendetela come una semplice opinione personale quando dico che, almeno per quanto riguarda la mia sensibilità, il periodo tra gli anni ’80 e ’90 fu un momento meraviglioso per i fumetti.

‘’Hellboy’’ di Mike Mignola, ‘’Sin City’’ di Frank Miller, ‘’Preacher’’ di Garth Ennis, e tante altre graphic novel che ho adorato e che hanno plasmato parte del mio immaginario nacquero proprio in questo periodo; prima ancora, nel 1986 per la precisione, ‘’Watchmen’’ di Alan Moore stravolgeva per sempre il concetto di supereroe dandogli una nuova forma, e se nello stesso anno in Italia faceva per la prima volta la sua comparsa il bonelliano indagatore dell’incubo, Dylan Dog, un anno prima, all’etichetta statunitense Vertigo, la scena era dominata da John Constantine. Ho sempre sognato un crossover tra questi due personaggi, ma non penso accadrà mai; un po’ perché fanno parte di due case editrici diverse, un po’ perché probabilmente finirebbe a cazzotti nel tempo di due pagine.

Protagonista della serie ‘’Hellblazer’’, John Constantine è un occultista inglese, un fumatore accanito e bevitore occasionale, un esoterista cinico, disilluso, arrogante, e dalla morale ambigua. In sintesi, come piace ribadire anche ai suoi amici, un gran bastardo, una persona che non vorreste mai avere intorno, specialmente se siete non fumatori. E, tuttavia, è il migliore in quello che fa: prendere i demoni a calci in culo, come direbbe lui. Qualcuno lo definirebbe l’antieroe per eccellenza, io preferisco definirlo un personaggio onesto: non esiste spazio per i buoni sentimenti e per una morale ordinaria quando si combatte quotidianamente con demoni, reali e interiori, così come non si può restare personaggi positivi e ideali a tutti i costi quando si è divorati dai sensi di colpa verso le persone care perse a causa delle nostre azioni. Credo che in fondo Constantine ci mostri un lato di noi stessi e della società da cui cerchiamo sempre di distogliere lo sguardo, e lo fa senza ipocrisia.
Volete un consiglio? Leggete la graphic novel ‘’Abitudini Pericolose’’ di Garth Ennis e vedrete il personaggio nella sua forma migliore (o peggiore, dipende dai punti di vista).
A chi interessa, quella specie di ‘’maestro Yoda con una maschera da dottore medievale sullo sfondo’’, come lo ha definito una mia amica, è basato sull’iconografia di Tuchulcha, un dio dell’oltretomba etrusco.
Quanto a quella roba che sembra un ammasso di serpenti con facce umane, non so cosa sia e non credo di volerlo sapere.

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